Germania annuncia respingimenti di migranti, Italia respinge la richiesta

Germania annuncia respingimenti di migranti, Italia respinge la richiesta

Migranti a Ceuta dormono sulla spiaggia mentre attendono l'entrata in Europa
Migranti a Ceuta dormono sulla spiaggia mentre attendono l’entrata in Europa

La Germania ha annunciato una linea dura nei confronti dei migranti, richiedendo il ritorno in Italia di coloro che sono arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del nuovo Patto sulle migrazioni. L’Italia, però, ha respinto la richiesta, affermando che non ci sono “dublinanti” da riprendere. La situazione, complessa e delicata, ha riaperto la discussione su un tema che da mesi sembrava essere stato messo da parte.

La posizione tedesca e il sistema di Dublino

Secondo fonti del Viminale, l’Italia ha azzerato tutti i presunti “dublinanti” arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del nuovo Patto sulle migrazioni. La Germania, attraverso un portavoce del ministero dell’Interno, ha spiegato che si aspetta che vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia. Il sistema di Dublino, che prevede che i migranti siano registrati nel Paese di primo ingresso, è considerato una condizione imprescindibile per il successo del sistema europeo comune di asilo.

La crisi di Ceuta e le tensioni tra i Paesi europei

La partita a scacchi sulla migrazione, però, per Giorgia Meloni rischia di complicarsi. La crisi di Ceuta, dove i migranti dormono sulla spiaggia chiedendo di entrare in Europa, ha riaperto il vaso di Pandora su un dossier che per qualche mese in Europa era apparso restare “in sonno”. Gli effetti, ora, sono imprevedibili. L’Italia, inoltre, ha rifiutato di accettare i migranti che avevano già lasciato il territorio nazionale, con conseguenze che si estendono anche agli spagnoli, che hanno chiuso Schengen.

La Germania, inoltre, ha annunciato che, nell’autunno del 2025, l’Italia e la Grecia hanno acconsentito a reintrodurre le norme di Dublino a partire dall’entrata in vigore del nuovo sistema di asilo nel giugno 2026. Tuttavia, né Palazzo Chigi né l’esecutivo UE hanno commentato ufficialmente la mossa di Berlino. L’UE, dopo il tentativo di mediazione messo in campo ieri tra Roma e Madrid, tornerà a esprimersi sul dossier migrazione nei prossimi giorni.

Le conseguenze e le tensioni politiche

La decisione di Meloni ha suscitato reazioni forti, con Matteo Renzi che ha attaccato la politica del governo, sostenendo che “farci male da soli” non è una strategia saggia. Riccardo Magi di + Europa ha rincarato la dose, affermando che la decisione di Meloni disgrega l’UE e fa male all’Italia. L’attenzione, a Bruxelles, resta alta, con l’ultima cosa che Ursula von der Leyen vorrebbe è un’autunno caldissimo per i dossier, con un’Europa sfilacciatasi inaspettatamente in estate. La situazione, inoltre, si complica ulteriormente con la strategia del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che, in vista del voto in Sassonia-Anhalt, ricorre al pugno duro sui migranti, toccando anche i rapporti con l’Italia. La Germania, infatti, ha annunciato che i migranti che avevano già lasciato l’Italia saranno rimandati indietro, con conseguenze che potrebbero estendersi a tutta l’Europa.