Il comune di Roma ha rifiutato l’acquisto del palazzo Spin Time, ma cerca una soluzione per 400 persone senza casa
Il comune di Roma ha rifiutato l’acquisto del palazzo Spin Time, ma cerca una soluzione per 400 persone senza casa

Il comune di Roma ha rifiutato l’acquisto del palazzo Spin Time, un immobile occupato da circa 400 persone, ma cerca una soluzione per garantire loro una sistemazione. L’operazione, che aveva visto il sindaco Roberto Gualtieri proporre l’acquisto dell’edificio per metterlo a disposizione delle persone senza casa, è stata respinta dal fondo immobiliare Investire, proprietario dell’immobile. La decisione ha creato una situazione di emergenza, con molte persone che dormono per strada vicino all’ingresso del palazzo in via di Santa Croce in Gerusalemme, a sud est del centro.
Le trattative si sono bloccate sul rientro dei residenti
Le trattative tra il comune e Investire hanno durato giorni, ma si sono bloccate sul rientro delle persone che vivevano nel palazzo. Per il comune, il rientro era una condizione indispensabile, visto che dopo lo sgombero circa 400 persone sono rimaste senza casa. Molti di loro stanno dormendo per strada, vicino all’ingresso dell’immobile, mentre il comune cerca una soluzione temporanea per garantire loro un tetto. La priorità, ha spiegato Gualtieri, è trovare una sistemazione abitativa per le persone senza casa, che lunedì verranno trasferite in alloggi temporanei in attesa di ricevere assegnazioni nelle case popolari.
Un costo di 48 milioni di euro per l’affitto pubblico
Secondo i calcoli di Luigi Corvo, docente di economia alla Bicocca, l’affitto dell’immobile da parte dello Stato ha costato complessivamente 48 milioni di euro, un importo superiore a quanto si può stimare sia stato incassato con la sua cessione. L’immobile, ex sede dell’Inpdap, era stato venduto dal comune nel 2004 a Investire, un fondo promosso dal ministero dell’Economia composto da capitali privati. Dopo la vendita, lo Stato ha preso in affitto il palazzo, ma l’abbandono nel 2010 ha creato un problema di sicurezza e di gestione.
Le procedure per l’acquisto di un immobile da parte di un’amministrazione pubblica richiedono tempi lunghi, e il comune aveva proposto una soluzione temporanea. Avrebbe preso in affitto l’edificio, investendo circa 800mila euro per mettere in sicurezza almeno una parte della struttura. L’obiettivo era far rientrare nell’arco di tre mesi circa 120 persone, dando la precedenza ai bambini che frequentano le scuole del quartiere, per garantire loro la continuità didattica.
Le trattative proseguiranno, ma con tempi più lunghi
Nonostante il rifiuto, sia il comune che Investire hanno detto di essere disponibili a proseguire le trattative per l’acquisto dell’edificio. Tuttavia, la mancanza della valutazione dell’Agenzia del Demanio e dell’Agenzia delle Entrate ha ritardato il processo. L’unica stima disponibile dell’immobile risale al 2013 e non è più considerata attendibile. Venuta meno la situazione di emergenza, l’operazione non avrà più la stessa urgenza e potrebbe richiedere molto tempo prima di concludersi. Intanto, il comune ha organizzato un’assemblea pubblica venerdì alle 17 davanti all’edificio di via di Santa Croce in Gerusalemme. Gli abitanti di Spin Time continueranno a rimanere in presidio, mentre il mondo della cultura ha espresso solidarietà con la loro situazione. In questi giorni, il presidio ha ricevuto la partecipazione di molte persone che hanno organizzato eventi diurni e serali per strada.
