Due famiglie in cerca di casa: storie di fragilità e speranza in un’Italia senza abitazioni dignitose
Due famiglie italiane, con tre figli, vivono senza casa da un anno. Speranze e difficoltà nell’accesso agli alloggi popolari.

Due famiglie italiane, con tre figli piccoli, vivono senza una casa da oltre un anno. Sono Lucia e Bryan, originari della Lombardia, e Elena e Antonello, arrivati da poco in Lombardia per motivi di salute. La loro situazione, pur diversa per contesto, si incrocia in un vicolo cieco: l’emergenza abitativa. Il mercato privato è fuori dalla loro portata, e le graduatorie per gli alloggi popolari avanzano lentamente. Tra bollette, spese e canoni d’affitto, la quotidianità si svolge in condizioni di precarietà, con la speranza di trovare finalmente un tetto.
Una quotidianità fatta di porte chiuse e domande senza risposta
Lucia e Bryan avevano trovato un appartamento in affitto a Cesano Boscone, ma l’aumento delle spese ha fatto crollare un equilibrio già fragile. “Pagavamo tra gli 800 e i 900 euro al mese”, racconta Lucia Sardo. “Poi sono aumentate le spese di luce e gas e non siamo più riusciti a sostenere tutto. Siamo stati sfrattati”. Da allora, la famiglia vive ospite tra il padre di Lucia e alcuni amici. “Da più di un anno non abbiamo una casa nostra. Dormiamo un po’ da una parte e un po’ dall’altra”.
Una malattia che ha cambiato la vita di una famiglia
Elena e Antonello, invece, si sono trasferiti in Lombardia un anno fa per motivi di salute. Antonello, invalido al 100%, necessita di cure specialistiche negli ospedali milanesi. “Abbiamo presentato domanda per le case popolari e anche per gli alloggi destinati alle fasce di reddito tra i 16 e i 30 mila euro”, racconta Elena Durante con gli occhi lucidi. “Ma non vediamo alcuna speranza”. Con uno stipendio di circa 1.000 euro al mese, è impossibile affittare una casa. “Per affittare una casa chiedono almeno 700 o 800 euro al mese. Con uno stipendio solo è impossibile”.
Le due famiglie si sono conosciute davanti alla scuola frequentata dai loro bambini. Da allora, condividono l’attesa, le pratiche burocratiche e la speranza di trovare finalmente una casa. Entrambe hanno bussato alle porte delle istituzioni. Entrambe raccontano di essersi sentite ascoltate, ma di non aver ricevuto soluzioni concrete. Una situazione che, denunciano, va avanti da oltre un anno. Le loro storie riportano al centro il tema dell’emergenza abitativa nell’hinterland milanese. Una situazione che alimenta il disagio sociale proprio mentre aumenta il numero di nuclei familiari che, pur lavorando o affrontando gravi problemi di salute, non riescono più ad accedere a un’abitazione dignitosa. Tra le graduatorie degli alloggi popolari e un mercato privato sempre più inaccessibile, le famiglie si trovano a vivere in condizioni di precarietà, con la speranza di un futuro migliore.
