Riccardo Scamarcio e i registi di “Naza” al tappeto rosso della Mostra di Venezia 2026
Riccardo Scamarcio e i registi di “Naza” al tappeto rosso della Mostra di Venezia 2026

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è conclusa con una cerimonia di premiazione ricca di emozioni, riconoscimenti e dediche. La serata, condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas, ha visto la partecipazione di registi, attori e produttori internazionali, tra cui Riccardo Scamarcio, protagonista e produttore del film “I figli della scimmia”, e i registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, autori di “Naza”. La serata ha visto la consegna di diversi premi, tra cui il Gran Premio Venice Immersive e il Premio Speciale della Giuria Venice Immersive, con un focus su film che trattano temi sociali e politici di grande rilevanza.
Orizzonti: Scamarcio e la migliore sceneggiatura
Nella sezione Orizzonti, il premio per la migliore sceneggiatura è andato a Tommaso Landucci e Damiano Femfert per “I figli della scimmia”, film italiano diretto da Tommaso Landucci e interpretato da Riccardo Scamarcio, che ha vinto anche il premio per la migliore interpretazione maschile. Scamarcio ha dedicato il premio a tutti i papà del mondo, anche al suo, e ha condiviso il riconoscimento con Andrea Aggio, un giovane attore al suo debutto. “Abbiamo vinto! Anche io voglio unirmi al saluto di Jeremy Thomas, grande uomo di cinema, uomo libero” ha detto Scamarcio, riferendosi al produttore Jeremy Thomas, recentemente deceduto.
Il premio per la migliore interpretazione femminile è andato a Lalah Marzban per il film iraniano “Moragheb”, dedicato alle donne del suo paese che stanno pagando a caro prezzo i loro sogni e il loro coraggio. La regista Jacqueline Lentzou, vincitrice del premio per la migliore regia, ha espresso la sua gratitudine e il desiderio di proteggere i ragazzi del futuro.
Un focus su temi sociali e politici
La Mostra ha visto la presentazione di film che affrontano temi di forte impatto sociale, come il femminicidio e l’uccisione di un ragazzo da parte della polizia. Il miglior film di Orizzonti è stato “Detour par Diane” di Ann Sirot e Raphaël Balboni, dedicato a chi sostiene il fardello per gli stupri non denunciati. Il Premio Speciale della Giuria Orizzonti è andato a “La maison du vent” di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, un film che ha suscitato emozioni e riflessioni su temi di violenza e discriminazione. Il film “Woman unknown”, diretto dalla regista danese May el-Toukhy, ha suscitato interesse per la sua storia di una donna danese nell’immediato dopoguerra che si trova a dover nascondere una sua relazione con un soldato tedesco durante l’occupazione a rischio della vita. La regista ha sottolineato l’importanza di raccontare storie che spostano il focus su temi di guerra e occupazione.

Premi speciali e riconoscimenti collaterali
La cerimonia ha visto anche la consegna di premi speciali, tra cui il Gran Premio Venice Immersive a “The Pigeon Ring” di Shixin Tao e Yuqi Zhang, e il Premio Speciale della Giuria Venice Immersive a “Out of the Ashes” di Rory Mitchell e Nonny De La Peña. Il Premio per la Realizzazione Venice Immersive è andato a “Empire at Sea” di Peter Flaherty. Inoltre, il Premio Francesco Pasinetti 2026 per il cinema italiano ha premiato “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis e il suo protagonista Adriano Giannini, per un film che racconta la storia di un medico che torna in Argentina a testimoniare contro i generali che durante la dittatura hanno imprigionato e torturato dissidenti.
La Mostra di Venezia 2026 ha visto la partecipazione di registi e attori di tutto il mondo, con un focus su temi di grande rilevanza sociale e politica. La cerimonia di chiusura ha visto la proiezione del film “Dio ride” di Giovanni Veronesi, un’opera che ha suscitato emozioni e riflessioni su temi di fede e umorismo.
