Senatore Bernie Moreno chiede al rappresentante Max Miller di dimettersi per abusi domestici
Senatore Bernie Moreno chiede al rappresentante Max Miller di dimettersi per accuse di abuso domestico e minacce.

Il senatore Bernie Moreno, membro del Partito Repubblicano, ha chiesto al rappresentante Max Miller, suo ex suocero, di dimettersi dal Congresso a causa di accuse di abuso domestico e minacce. L’appello, pubblicato su X, arriva dopo mesi di tensioni e una disputa legale tra i due per la custodia della figlia. Moreno ha affermato che Miller, il quale ha rifiutato le accuse, è un “pericolo per mia figlia e mia nipote” e che dovrebbe cercare aiuto professionale per interrompere un “pattern di abuso” che ha lasciato nel suo passato.
Abusi e minacce in casa
Le accuse contro Miller, 37 anni, includono l’aver versato acqua bollente su Emily Moreno, sua ex moglie, e aver tenuto un’arma alla sua testa. Inoltre, si dice che abbia rotto il collo della loro figlia di due anni. Moreno ha sottolineato che la situazione è “orribile” e che la bambina è “costretta a stare al centro di una disputa pubblica”. Le accuse sono state rivelate per la prima volta da un articolo del magazine Mother Jones, che ha dettagliato le dichiarazioni di Emily Moreno e i rapporti delle forze dell’ordine.
Dispute legale e custodia
La coppia, sposata nel 2022 e divorziata l’anno scorso, ha presentato teorie diverse su come si sia verificato l’infortunio della figlia, secondo i documenti legali e i rapporti polizieschi. Miller ha rifiutato le accuse in un video live su X, affermando di non aver mai commesso abusi e di non aver alcun legame con l’infortunio della bambina. Tuttavia, un portavoce di Emily Moreno ha definito il video “vergognoso”, sostenendo che Miller abbia usato sua figlia come “pupazzo per il PR” per salvaguardare la sua carriera politica.

Il senatore Moreno ha rifiutato di commentare le accuse per mesi, ma ha recentemente espresso preoccupazione per la sicurezza della sua figlia e della nipote. “Non ho nulla da nascondere e non ho nulla da nascondere ora”, ha detto in un comunicato. La sua posizione ha reso più pressante la richiesta di dimissione da parte dei democratici, che vedono nell’incarico di Miller un’opportunità per guadagnare un seggio in Ohio. Il candidato democratico, Brian Poindexter, ha chiesto un’indagine etica del Congresso e ha chiesto supporto per la sua campagna.
Miller, che ha ricevuto il sostegno del presidente Donald Trump, ha rifiutato di abbandonare la sua campagna e ha affermato di “vincere alle elezioni di novembre”. La sua decisione di rimanere in corsa ha suscitato preoccupazioni tra i repubblicani, che temono una perdita di consenso in un distretto chiave. Mentre i democratici cercano di sfruttare la situazione, i repubblicani hanno rimandato la decisione su eventuali candidati alternativi, in attesa del risultato delle elezioni. La situazione ha acceso un dibattito su come gestire i casi di abuso domestico tra i politici, con il rischio di mettere in discussione la credibilità di chi si candida. Il caso di Miller rappresenta un esempio di come le accuse personali possano influenzare la politica, anche se le prove restano in gran parte non risolte. La comunità politica osserva con attenzione come si svilupperà la situazione, con il rischio di un impatto significativo sulle elezioni del 2026.
