TTV Festival Riccione: teatro, danza e video si uniscono in un festival di frontiere
Riccione ospita il TTV Festival, un evento che unisce teatro, danza e video con spettacoli e incontri fino al 15 novembre.
Da sabato 16 ottobre a domenica 15 novembre, Riccione ospita il TTV Festival, manifestazione biennale che esplora le frontiere del teatro contemporaneo. L’evento, ideato nel 1985 da Franco Quadri, si svolge tra Spazio Tondelli e Cocoricò, con quattro giorni di spettacoli, proiezioni e incontri. Il festival, giunto alla 28a edizione, propone un mix di teatro di ricerca, danza e video, con un programma che unisce innovazione e tradizione. L’evento è organizzato da Riccione Teatro con la direzione artistica di Simone Bruscia.
Teatro e video si fondono in un’esperienza unica
Il festival inizia con un’anteprima al Cocoricò, dove alle 21 va in scena una versione speciale di “Come un cane senza padrone”, storico spettacolo ispirato al romanzo di Pier Paolo Pasolini. Sul palco, Dany Greggio interpreta la vittima Carlo, ingegnere dell’Eni, mentre in video Franck Provvedi veste i panni del carnefice, il cameriere Carmelo. Sullo sfondo, una notte buia e un crescendo di tensione raccontano una periferia “cosmicamente lontana”, simile a quelle esplorate da Pasolini nei suoi vagabondaggi notturni. La scena e il video si confondono, creando un’esperienza immersiva e intensa.
La proiezione di “Asteroide” è un’opera ironica e innovativa che unisce danza e voce.
Il 12 novembre, alle 18, Marco D’Agostin presenta il libro “Anni, lettere e valanghe”, che raccoglie cinque sue drammaturgie per la danza. L’incontro è moderato da Alessandro Iachino, curatore della raccolta. A seguire, alcuni video di Nigel Charnock, storico danzatore inglese che ha ispirato il noto spettacolo di D’Agostin “Best Regards”. Alle 21, in collaborazione con la rete regionale E’ Bal – Palcoscenici per la danza contemporanea, va in scena “Asteroide”, Premio Ubu 2025 per il miglior spettacolo di danza. L’opera, un’ironica partitura per corpo e voce, unisce paleontologia, danza e sentimento, omaggiando il musical e le sue logiche paradossali.
Un festival che celebra l’innovazione e la tradizione
Il 13 novembre, la retrospettiva sui Motus si conclude con la proiezione del film-documentario “[Òdio]”, nato da una lunga ricerca sul romanzo di Mary Shelley “Frankenstein” e ispirato al percorso del protagonista, una “creatura” che si scopre all’improvviso “mostro”. La proiezione, alle 10, è accompagnata da un incontro con Motus moderato da Giulia Penta. Nel pomeriggio, gli stessi Motus, insieme a tanti protagonisti della scena internazionale, compaiono in una videoinstallazione allo Spazio Tondelli, creata per offrire un assaggio del ricchissimo archivio del TTV, da poco digitalizzato grazie al programma regionale Digital Humanities e all’Immagine Ritrovata.
La chiusura del festival è dedicata ai bambini e alle loro potenzialità.
Il 14 novembre, alle 18, la retrospettiva sui Motus si completa con “aka Jolly Roger”, mise en lecture da poco presentata alla Biennale di Venezia. Tratto dal testo con cui Bruna Bonanno ha vinto la Biennale College Drammaturgia 2025, l’opera è un inno alla bandiera pirata, simbolo delle comunità in lotta per la libertà. Il 28esimo TTV si conclude domenica 15 novembre con spettacoli rivolti alle nuove generazioni, tra cui “Dire fare baciare lettera testamento”, un’ode ai bambini e alle loro potenzialità firmata da Enrico Castellani e Valeria Raimondi di Babilonia Teatri.
