Furti di mastelli a Mazara del Vallo: un episodio inquietante legato alla scomparsa di Denise Pipitone
Furti di mastelli a Mazara del Vallo legati alla scomparsa di Denise Pipitone, ritrovati nel luogo simbolo della tragedia.

Una notte silenziosa a Mazara del Vallo ha visto un episodio inquietante legato alla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta il 1° settembre 2004. Due mastelli destinati alla raccolta differenziata sono stati sottratti da un’automobile e successivamente ritrovati vuoti proprio nel luogo in cui si persero le tracce della bambina. L’episodio, avvenuto a pochi giorni dal 22esimo anniversario della scomparsa, ha suscitato forte emozione e preoccupazione nella famiglia di Piera Maggio, madre di Denise.
Un gesto simbolico e emotivo
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno registrato l’intera sequenza: un’automobile si ferma davanti alla casa di via Domenico La Bruna, dove abitano Piera Maggio e il marito Piero Pulizzi. Dalla vettura scende un uomo che preleva due mastelli destinati alla plastica. I contenitori vengono caricati sull’auto e portati via, ma successivamente sono stati ritrovati completamente vuoti in via Castagnola, esattamente nel punto in cui si persero le tracce di Denise. Questo particolare ha reso l’episodio particolarmente delicato per la famiglia.
Un’indagine in atto
Piera Maggio ha condiviso il filmato delle telecamere attraverso il proprio profilo Facebook, spiegando che l’analisi delle immagini avrebbe permesso di individuare i responsabili. La famiglia intende rivolgersi alle autorità competenti per tutelare la propria sicurezza e la propria privacy. Secondo quanto riferito, i responsabili sarebbero già stati identificati grazie ai riscontri ottenuti dalle immagini. La vicenda non è considerata una semplice bravata, ma un gesto con una dinamica e un luogo particolari.
La coincidenza tra il furto e il successivo ritrovamento dei mastelli nel luogo della scomparsa ha avuto un forte impatto emotivo sulla famiglia. La vicenda si è verificata a ridosso del 22esimo anniversario della scomparsa, riportando inevitabilmente alla memoria quei fatti che, dal 2004, segnano la vita di Piera Maggio e dei suoi familiari. La madre di Denise ha espresso il timore che, all’interno dei mastelli, potessero trovarsi materiali sensibili riguardanti lei e i suoi familiari.
La preoccupazione per la privacy
Oltre al gesto in sé, c’è un ulteriore aspetto che preoccupa la famiglia: il possibile contenuto dei mastelli privati sottratti. Piera Maggio ha posto l’attenzione sul rischio che, all’interno dei contenitori, potessero trovarsi dati personali o informazioni particolarmente sensibili. La madre di Denise ha quindi annunciato che, qualora tali informazioni venissero estratte e utilizzate in maniera illecita, la famiglia sarebbe pronta a rivolgersi alle sedi competenti per tutelare i propri diritti.
La questione sarà ora sottoposta all’attenzione delle forze dell’ordine e della Magistratura, che dovranno chiarire le ragioni del gesto e verificare gli elementi emersi dalle immagini di videosorveglianza. Il ritrovamento dei due mastelli in via Castagnola, nel luogo esatto in cui si persero le tracce di Denise Pipitone, resta il particolare che ha maggiormente colpito la famiglia. Una coincidenza che, arrivata a pochi giorni dall’anniversario della scomparsa, ha riaperto una ferita mai rimarginata e spinto Piera Maggio a chiedere che l’episodio venga valutato con attenzione.
