Nuovo processo per Impagnatiello, Cassazione riconosce la premeditazione
Cassazione riconosce premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, nuovo processo per l’ex barman.

La Cassazione ha disposto un nuovo processo per Alessandro Impagnatiello, l’ex barman accusato dell’omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto nel maggio 2023. L’omicidio, avvenuto nell’appartamento di Senago, nel Milanese, ha visto la vittima uccisa con 37 coltellate mentre era al settimo mese di gravidanza. La decisione dei giudici supremi è arrivata dopo che la Procura generale meneghina ha richiesto un riesame del caso, sostenendo che l’omicidio era «organizzato e premeditato». Il processo bis si terrà a Milano e riguarderà esclusivamente il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione, che era stato respinto nel processo di secondo grado.
La premeditazione riconosciuta
Secondo l’impianto accusatorio, il 32enne aveva pianificato il delitto per almeno sei mesi, somministrando alla compagna del veleno per topi a sua insaputa e iniziando ricerche online a partire dal dicembre 2022. L’obiettivo, secondo l’accusa, era provocare un aborto spontaneo e «dare una drastica soluzione» al figlio che la donna aspettava, identificato dall’imputato come «il problema» per la sua carriera e la sua vita. La Procura generale ha sottolineato che l’agguato, con l’arma già scelta e la rimozione del tappeto, dimostra una premeditazione che non è stata riconosciuta nel processo precedente.
La Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva respinto l’ipotesi di premeditazione, affermando che non vi sono prove sufficienti per retrodatare il proposito dell’imputato rispetto al giorno in cui ha commesso l’atto. Tuttavia, i giudici della Cassazione hanno ribaltato questa decisione, riconoscendo che tra il progetto dell’omicidio e il compimento dell’azione c’è stato «tutto il tempo per riflettere, di valutare quanto mettere in atto». La premeditazione è stata riconosciuta come elemento determinante del reato.
La difesa aveva chiesto di escludere l’aggravante
I difensori dell’imputato avevano avanzato una richiesta per escludere il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà, ma questa è stata rigettata dai giudici. L’avvocato Nicodemo Gentile, legale del padre di Giulia, ha commentato la decisione con soddisfazione, sottolineando che l’imputato è «un uomo privo di empatia, caratterizzato da un evidente gelo interiore». Secondo lui, l’omicidio è stato «una eliminazione lucidamente pianificata della compagna e del bambino che portava in grembo», con un motivo legato a un «spirito punitivo».
La famiglia della vittima ha accolto con soddisfazione la decisione della Cassazione, che potrebbe portare a un nuovo esame del caso e a un riconoscimento pieno della gravità dell’atto. Il processo bis potrebbe modificare l’esito del caso e riconoscere la premeditazione come aggravante. L’omicidio di Giulia Tramontano rimane un caso drammatico e emblematico di femminicidio, con implicazioni profonde per la giustizia e la società.
