La difesa di Romano e Bazzi chiede la revisione del processo per la strage di Erba

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi presenta nuove prove per la revisione del processo per la strage di Erba, basandosi su errori durante le indagini e su nuove evidenze.

La difesa di Romano e Bazzi chiede la revisione del processo per la strage di Erba
La difesa di Romano e Bazzi chiede la revisione del processo per la strage di Erba

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi ha presentato nuove prove durante l’udienza della Corte d’Appello di Brescia, cercando di dimostrare che la condanna all’ergastolo per la strage di Erba del 2006 potrebbe essere stata errata. Gli avvocati dei coniugi, Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello, hanno sottolineato errori durante le indagini e la gestione delle confessioni, nonché la possibilità di nuove prove emerse negli ultimi anni. L’udienza, inizialmente fissata per il 1° marzo, è stata rinviata al 10 luglio per permettere ai giudici di valutare la richiesta di revisione del processo.

La strage di Erba e le prime indagini

La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di quattro persone: Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, sua madre Paola Galli e una vicina di casa, Valeria Cherubini. Tutti furono uccisi con coltelli e armi contundenti. Il marito di Cherubini, Mario Frigerio, fu colpito alla gola ma riuscì a salvarsi. Inizialmente le indagini si concentrarono su Azouz Marzouk, marito di Castagna e padre di Youssef, che aveva precedenti per spaccio. Tuttavia, si scoprì che Marzouk si trovava in Tunisia al momento degli omicidi.

Le confessioni e le prove dell’accusa

Olindo Romano e Rosa Bazzi, vicini di casa di Castagna e Marzouk, furono arrestati il 8 gennaio 2007. Durante gli interrogatori, i coniugi confessarono dettagli che solo chi aveva commesso gli omicidi poteva conoscere, come il comportamento di Cherubini e l’uso dei cuscini per soffocare le urla. L’accusa si basò anche sulla testimonianza di Mario Frigerio, che indicò Romano come autore dell’aggressione, e su una macchia di sangue di Cherubini sull’auto di Romano e Bazzi. Le confessioni e le prove furono decisive per la condanna all’ergastolo, confermata dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Cassazione.

La difesa sostiene che durante le indagini sono stati commessi errori significativi. Tra questi, la testimonianza di Mario Frigerio, che cambiò versione dopo aver parlato con il luogotenente Luciano Gallorini e altri carabinieri. Secondo gli avvocati, Frigerio, inizialmente non aveva menzionato Romano, ma dopo il colloquio con Gallorini ha indicato l’uomo come possibile assassino. Gli esperti di psicologia e criminologia interpellati dalla difesa sostengono che il colloquio potrebbe aver creato suggestioni in Frigerio, portandolo a confondere un soggetto sconosciuto con un vicino di casa.

Un altro punto critico riguarda la confessione di Romano e Bazzi. Gli avvocati sostengono che durante gli interrogatori, i carabinieri avrebbero parlato con Romano delle tracce di sangue e delle prove contro di lui, influenzando la sua confessione. Inoltre, si ipotizza che Romano avrebbe ricostruito i fatti da questi colloqui, non basandosi su fatti veri. La difesa ha anche sottolineato che la confessione di Bazzi fu preceduta da una richiesta di condanna lieve da parte degli investigatori.

Le nuove prove presentate includono l’accertamento di disturbi psicopatologici in Romano e deficit cognitivi in Bazzi, non valutati nei tre gradi di giudizio. Inoltre, la difesa ha messo in dubbio la validità della macchia di sangue trovata sull’auto di Romano, sostenendo che potrebbe non essere stata trovata lì e che le foto dei rilievi non mostrano tracce di sangue.

La richiesta di revisione del processo, presentata anche dal sostituto procuratore Cuno Tarfusser, si basa su presunti errori e nuove prove. Tuttavia, l’accusa ha ribadito che non ci sono nuove prove e che le prove esistenti sono inconfutabili. I giudici della Corte d’Appello dovranno decidere se aprire la revisione o confermare la condanna all’ergastolo.