Uomo uccide ladro nel cortile della sua cascina: «È disperato». Il 35enne di Baldissero d’Alba e le rapine in zona
Uomo di 35 anni uccide ladro nel cortile della sua cascina a Baldissero d’Alba. La sparatoria e le rapine in zona.
Un uomo di 35 anni, Roberto Mollo, ha ucciso un ladro nel cortile della sua cascina a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo, nella notte del 20 settembre 2026. L’episodio, che ha scosso il paese, ha visto Mollo sparare e uccidere un malvivente che aveva violato la sua proprietà. La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti: alcuni lo definiscono un «bravo ragazzo» che ha fatto «bene», mentre altri si chiedono come un uomo possa reagire in modo così estremo a un furto. La sparatoria, avvenuta intorno alle 2.30, ha suscitato preoccupazione e dibattito tra i residenti, che parlano di un paese in cui «i ladri possono fare come vogliono».
La reazione di Mollo e il contesto del furto
Secondo quanto ricostruito, Mollo ha sorpreso una banda di ladri nel cantiere della sua cascina in ristrutturazione. L’uomo, che vive con la madre a circa 200 metri dal luogo dell’episodio, ha svuotato l’intero caricatore della sua pistola Beretta, regolarmente denunciata ma senza porto d’armi. La casa in cui vive si trova in paese, ma non è quella dove è avvenuta la sparatoria. Il vicino di casa ipotizza che i malviventi puntassero agli attrezzi da lavoro e ai ferri ammucchiati a terra. «Sicuramente i ladri volevano rubare gli attrezzi di lavoro e i ferri che erano ammucchiati a terra», ha detto un vicino.
Reazioni del paese e la descrizione del vicino
La reazione del paese è stata unanime: la titolare del bar «da Giò», a pochi passi dal luogo dell’accaduto, lo descrive come «un gran lavoratore» che «ha fatto bene» perché «non è possibile che uno non possa stare tranquillo neanche in casa sua». Mollo, che ha l’autorizzazione a detenere una pistola semiautomatica, ha raccontato a un vicino che era «disperato». «Sono disperato», ha detto, dopo che la nipote da Roma gli ha riferito la notizia della sparatoria. Un cliente lo definisce «un bravo ragazzo», con il rammarico che «ora passerà dei guai». Un vicino parla di lui e della famiglia come di gente «mite, umile e senza grilli per la testa».
Il sindaco, Michele Lusso, ha espresso sconcerto: «Siamo sconvolti, non era mai successa una cosa del genere, in paese è successo qualche furto ogni tanto ma mai qualcosa di grave». La situazione del paese, isolato e con poco movimento, ha reso difficile il controllo delle attività criminali. «Qui c’è poco controllo e i ladri possono fare come vogliono», ha detto un residente. Mollo, che ha dedicato tutto il suo tempo al lavoro, è stato visto come una persona «bravissima» che «lavora sempre».
Un altro furto e la reazione di un ex imprenditore
Menos di dodici ore dopo la sparatoria, un altro abitante di Baldissero ha subito un furto. Lo racconta all’Ansa Amelio Marchisio, ex imprenditore torinese ora in pensione, che stamattina tra le 11 e le 12 era a messa. Al ritorno ha trovato la casa sottosopra: la porta, chiusa a chiave, era stata aperta. Sono spariti due orecchini d’oro con perle della sorella, una collana d’oro e un’altra collana «che non era niente di che». Portafoglio e telefono, per fortuna, li aveva con sé. Della sparatoria ha saputo solo dopo, da una telefonata della nipote da Roma. Marchisio descrive un paese isolato, con molte case in vendita e poco movimento, dove «ognuno si fa gli affari suoi» e chi subisce un furto non viene notato dal vicino.
«Io non sono armato, ma se li avessi trovati qui, con una mazza li avrei veramente… Secondo me lui ha fatto bene: hanno violato la proprietà privata, lui ha sparato e se ne ha accoppato uno, quello si meritava», ha detto Marchisio. La situazione del paese, con un elevato numero di furti e una scarsa vigilanza, ha reso necessario un intervento più forte da parte delle autorità locali. La sparatoria di Mollo, pur essendo un evento estremo, ha messo in luce le tensioni crescenti legate alla sicurezza in un’area in cui i ladri sembrano agire con sempre maggiore impunità.
