Alessio Borelli ucciso a coltellate dopo una lite: l’assassino lo ha strappato di mano il cellulare
Alessio Borelli ucciso a coltellate dopo una lite con un nordafricano, che lo ha strappato di mano il cellulare.

La morte di Alessio Borelli e l’omicidio in un condominio
La mattina dell’8 luglio, Alessio Borelli, un quarantunenne residente a Corsico, è stato trovato morto nell’appartamento in cui viveva in affitto. L’omicidio è avvenuto in un contesto di tensioni crescenti tra lui e il presunto assassino, un nordafricano di nome Ahmad Abdelghani, che aveva già avuto un precedente contatto con le forze dell’ordine per un’aggressione ai carabinieri. La vittima, in un momento di crisi relazionale, ha chiamato il 112 poco prima di essere uccisa, ma l’assassino ha strappato il cellulare dalle sue mani, interrompendo la chiamata. La chiamata al 112 è stata interrotta da un gesto violento che ha segnato la fine della vita di Borelli.
Le chiamate e l’ultimo contatto con il 112
Secondo le indagini, il 6 luglio, poco prima dell’omicidio, Abdelghani ha iniziato a chiamare ripetutamente Borelli da un numero che i carabinieri hanno attribuito con certezza al nordafricano. Le prime quattro chiamate non hanno ottenuto risposta, mentre la quinta, effettuata alle 8.04, è durata solo 47 secondi. Dopo questa chiamata, il 112 ha ricevuto una telefonata dal cellulare della vittima, che ha pronunciato un “buongiorno” prima di riattaccare. Le chiamate a raffica indicano un’escalation di tensioni che ha portato all’omicidio.
La relazione e i dissidi tra i due
Alessio Borelli e Ahmad Abdelghani avevano una relazione da circa un mese, come dimostrano i messaggi scambiati tra le loro utenze. Tuttavia, a inizio luglio si sono creati dei dissidi, probabilmente legati a gelosia e conflitti di interessi. Un amico ha riferito che Borelli aveva segnalato a un conoscente la gelosia di Abdelghani per le sue frequentazioni con altre persone. I messaggi scambiati tra i due nei giorni precedenti la morte di Borelli indicano una tensione crescente, con Abdelghani che ha espresso preoccupazione per la loro relazione.
Le prove e l’arresto del presunto assassino
Dopo l’omicidio, i carabinieri hanno indagato sulle tracce lasciate da Abdelghani. Hanno trovato il DNA sui coltelli e su una canottiera, nonché un’impronta del palmo della mano sporca di sangue su una porta-finestra. L’uomo è stato successivamente arrestato in una zona boschiva alle spalle dell’ex Palasharp, in zona Lampugnano, dove è stato trovato con un coltello in mano. Il pm Ilaria Perinu ha firmato un fermo di indiziato di delitto, indicando che Abdelghani avrebbe stretto una sciarpa attorno alla gola di Borelli e lo avrebbe colpito con sei fendenti tra testa e collo, lesionandogli la carotide. La punta della lama è rimasta conficcata tra la terza e la quarta vertebra cervicale. Le prove genetiche e le impronte saranno decisive per il processo.
