Giappone costruisce due muraglie galleggianti da 12.000 tonnellate per difendersi da Cina e Corea del Nord

Giappone sviluppa due navi da 12.000 tonnellate per difendersi da Cina e Corea del Nord, dotate di 128 missili.

Japón sta costruendo due gigantesche navi da 12.000 tonnellate, dotate di 128 tubi di lancio per missili, per difendersi da Cina e Corea del Nord. I nuovi sistemi, chiamati ASEV (Aegis System Equipped Vessel), sono progettati come piattaforme mobili di difesa antiaerea e antimissili, in grado di adattarsi a nuove minacce. Questi mezzi, più grandi di un cacciatorpediniere, sono in grado di neutralizzare proiettili e attacchi da posizioni nemiche, grazie al loro sistema modulare di armamento.

Un sistema mobile per la difesa

I nuovi ASEV sono progettati per essere una barriera mobile, in grado di spostarsi dove necessario, offrendo una difesa flessibile e adattabile. Ogni nave è dotata di un potente radar AESA e di un sistema di combattimento Aegis, che permette di monitorare e intercettare minacce aeree e balistiche. La capacità di lancio dei missili è estremamente elevata, con 128 tubi verticali che possono ospitare diversi tipi di missili, tra cui i SM-3 Block IIA e i SM-6.

La capacità di lancio dei missili è estremamente elevata, con 128 tubi verticali che possono ospitare diversi tipi di missili.

Questi nuovi mezzi sono in grado di superare le capacità dei cacciatorpediniere giapponesi Maya, che hanno circa 8.200 tonnellate di spostamento. I nuovi ASEV, con 12.000 tonnellate e 189 metri di lunghezza, sono progettati per operare in ambienti di alta tensione, come il Mar del Giappone e il Mar della Cina Meridionale, dove la presenza militare cinese è in aumento.

Un progetto in evoluzione

Il progetto dei nuovi ASEV è in fase avanzata, con il primo in costruzione presso l’azienda Mitsubishi Heavy Industries a Nagasaki e il secondo a Yokohama. A fine agosto, è stato installato il grande albero principale su una delle navi, dove saranno integrati quattro radares AESA del tipo AN/SPY-7(V)1 di Lockheed Martin. Questi radares, alti circa 4,3 metri, offrono una capacità di tracciamento cinque volte superiore rispetto ai radares SPY-1 attualmente in uso. Il sistema è modulare, permettendo l’integrazione di diversi tipi di missili, tra cui quelli statunitensi Tomahawk e la versione estesa del missile Type 12 giapponese. Questi missili, in grado di raggiungere distanze fino a 1.600 km, offrono una capacità di attacco sia terrestre che navale. Inoltre, i nuovi ASEV potranno integrare armi laser per combattere i droni, un’arma che si sta diffondendo rapidamente nel contesto militare globale.

Il sistema è modulare, permettendo l’integrazione di diversi tipi di missili, tra cui quelli statunitensi Tomahawk.

La decisione di sviluppare questi nuovi mezzi arriva in un momento di crescente tensione con la Cina e Corea del Nord. La Cina ha intensificato la sua presenza militare nel Mar della Cina Meridionale e nel Mar della Cina Orientale, costruendo isole artificiali e aumentando il numero di navi e aerei in zona. Corea del Nord, da parte sua, ha continuato a accumulare un arsenale di missili balistici in grado di raggiungere il territorio giapponese. Questi nuovi ASEV rappresentano una risposta strategica al crescente rischio di conflitti nel contesto regionale. Con la capacità di spostarsi e di adattarsi a nuove minacce, i nuovi mezzi sono un elemento chiave nella difesa del Giappone, in un contesto di crescente instabilità geopolitica.