Ruspe nel polmone verde: protesta per salvare il bosco di Reggio Emilia

Protesta a Reggio Emilia per salvare 25 ettari di bosco minacciati da un supermercato.

Manifestanti bloccano ruspe per salvare il bosco di Reggio Emilia, in via Emilia, 18 agosto 2026
Manifestanti bloccano ruspe per salvare il bosco di Reggio Emilia, in via Emilia, 18 agosto 2026

Un dibattito che divide il centrosinistra

Reggio Emilia vive un momento di forte tensione, con centinaia di cittadini che si oppongono all’abbattimento di 25 ettari di alberi nel quartiere Ospizio. La protesta, che ha visto manifestanti bloccare le ruspe che dovevano entrare in azione, nasce da un progetto di costruzione di un supermercato e di un edificio per servizi sociali, approvato nel 2015. L’opposizione, però, si è intensificata negli ultimi mesi, con l’emergere di una posizione ambientalista che vede nel bosco un’area verde da tutelare.

Un progetto che ha attraversato anni di battaglie legali

L’iter per realizzare il progetto inizia nel 2006, quando il Comune aveva già iniziato a valutare l’idea di riqualificare il quartiere. Tuttavia, il piano è stato bloccato durante la crisi edilizia del 2008. Conad Centro Nord, colosso della distribuzione, ha acquistato l’area e ha ripreso l’idea, ma il Comune ha contestato la durata dei diritti urbanistici, perdendo la battaglia in Consiglio di Stato. Oggi, il progetto è in fase avanzata, con l’obiettivo di costruire un supermercato e un’area per servizi pubblici.

La natura trionfa su un quartiere abbandonato.
Il quartiere Ospizio, una volta sede di una casa di riposo dismessa, è oggi un’area verde in cui la natura ha preso il sopravvento. Dopo le demolizioni degli anni passati, i 25 ettari di bosco sono diventati un’oasi di verde, che i manifestanti considerano un patrimonio da salvaguardare. I protestanti, tra cui attivisti ambientalisti e docenti universitari, sostengono che l’abbattimento degli alberi non solo danneggia l’ambiente, ma riduce la capacità di mitigare il calore urbano.

Il centrosinistra si divide tra chi difende il progetto e chi chiede un cambio di rotta.
La questione ha diviso la coalizione di centrosinistra che governa la città. Il sindaco Marco Massari, sostenuto dal Pd, ha espresso disponibilità a incontrare gli attivisti e a valutare modifiche, ma ha ribadito che la decisione dovrà essere presa comunque, anche in base alle pronunce dei tribunali. Al contrario, l’assessore del M5s Roberto Neulichedl si schiera con i manifestanti e ha dichiarato di essere pronto a dimettersi se il consiglio comunale lo richiederà. L’assessore all’Ambiente Carlotta Bonvicini, invece, ha espresso sostegno alle ragioni del partito Verdi, che ha chiesto di sospendere i lavori in attesa della pronuncia del Tar.

La protesta, che ha visto centinaia di persone scendere in piazza all’alba, rappresenta una sfida non solo per il governo locale, ma anche per il dibattito nazionale su come conciliare sviluppo e tutela dell’ambiente. Mentre i giudici del Tar hanno bocciato la richiesta di sospendere i lavori, i manifestanti continuano a sperare in un cambio di rotta, che possa salvaguardare un’area verde unica nel cuore di Reggio Emilia.