La Lega di Stefani accelera sull’autonomia differenziata per precedere altre regioni del Nord
La Lega in Veneto, guidata da Stefani, accelera sull’autonomia differenziata per precedere altre regioni del Nord.

La Lega in Veneto, guidata da Alberto Stefani e non da Luca Zaia, sta accelerando sull’iter per l’autonomia differenziata, con l’obiettivo di precedere altre regioni del Nord, tra cui la Lombardia. L’azione, avviata nei giorni immediatamente successivi al Ferragosto, mira a concludere l’intesa preliminare prima dei rivali autonomisti, con l’obiettivo di ottenere l’attenzione di Roma e il passaggio in Parlamento. La decisione, tuttavia, ha suscitato reazioni del Pd, che ha denunciato l’irregolarità dell’agenda e la priorità data al tema dell’autonomia rispetto a quello del fine vita.
Un blitz per precedere i rivali
La Lega, attraverso il capogruppo Riccardo Barbisan, ha spiegato che l’accelerazione è motivata dal desiderio di concludere l’intesa preliminare prima di altre regioni, come la Lombardia. «Vogliamo fare i compiti per casa bene e prima possibile», ha dichiarato Barbisan. L’iter prevede che, dopo l’approvazione formale dei consigli regionali, la palla passi al Consiglio dei Ministri, che avrà 45 giorni per deliberare l’intesa definitiva e il disegno di legge di approvazione inerente ciascuna materia. L’obiettivo è di anticipare i tempi e di ottenere il passaggio in Parlamento prima dei rivali.
La Lega non ha scavalcato il fine vita. Secondo Barbisan, non è mai stato convocato un Consiglio dalla conferenza del Presidente firmato scavalcando il fine vita, e che l’azione è stata fatta in piena legalità. La Lega ha sottolineato che i veneti hanno votato nel 2017 a favore dell’autonomia, e che quindi non ci dovrebbe essere un problema a aspettare una settimana per iniziare a lavorare sull’argomento.
La polemica sul fine vita
Il Pd ha contestato l’urgenza attribuita alla discussione sull’autonomia differenziata, sostenendo che il tema del fine vita dovrebbe essere prioritario. «Il parere tecnico parla chiaro e smonta pezzo per pezzo la narrazione della Giunta», ha dichiarato Giovanni Manildo, presidente dell’intergruppo del centrosinistra. Secondo il Pd, l’autonomia non ha i caratteri di urgenza per poter essere inserita all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale prima del progetto di legge sul fine vita.
La Lega ha scelto una settimana libera per accelerare. A infastidire il Pd, secondo Barbisan, l’iniziativa di aver scelto una settimana di agosto, tutto sommato libera da altri impegni in Regione: «Quando loro hanno saputo di questo nostro desiderio di cominciare a lavorare sull’autonomia, visto che c’era una settimana vuota di lavoro, è venuto fuori il pandemonio», prosegue il consigliere del Carroccio. Il dibattito ha visto la Lega sostenere che i veneti hanno votato nel 2017 a favore dell’autonomia, e che quindi non ci dovrebbe essere un problema a aspettare una settimana per iniziare a lavorare sull’argomento. «I veneti hanno votato nel 2017 l’autonomia, capirai se è un problema aspettare una settimana», ha concluso Barbisan, cercando di smorzare la tensione.
La Lega ha iniziato le discussioni nelle varie commissioni a partire dal 18 agosto, con l’obiettivo di concludere l’intesa preliminare entro la fine del mese. Il tempo dipende dalla conferenza dei capigruppo, che deciderà quando verrà convocato il Consiglio regionale. Se il Consiglio sarà convocato il 24 o il 25 agosto, il voto potrebbe arrivare già il 31 agosto, permettendo al Veneto di precedere Lombardia, Piemonte e Liguria. Il timore di elezioni anticipate ha spinto la Lega a accelerare, con il rischio che le elezioni possano avvenire prima della scadenza naturale della legislatura, con il rischio di far naufragare l’intero progetto. Il progetto di legge sull’autonomia, approvato nel 2017, rappresenta un’importante priorità per la Lega, che vede in questa iniziativa un’opportunità per dare vita a una riforma che ha suscitato interesse da parte di molti veneti.
