Le piazze del 24 ottobre, il bilancio e le domande aperte

Manifestazioni pacifiche in Italia, 4.292 persone identificate, preoccupazioni sui minorenni e social.


Il 24 ottobre 2026, in tutta Italia, si sono sviluppate manifestazioni per lo più pacifiche, con alcuni episodi di tensione a Roma, Torino e Bologna. Le piazze sono state teatro di cortei spontanei e autorizzati, che hanno reclutato migliaia di persone in otto città, con istanze diverse e anime diverse, tra protesta per il caro vita, no alla guerra e movimenti di destra come “Sblocchiamo tutto”. Il bilancio del giorno dopo, fornito dal Dipartimento di pubblica sicurezza, segnala 9 persone arrestate, 87 denunciate e 371 accompagnate e fermate presso gli uffici di pubblica sicurezza, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri. Le persone identificate sono state 4.292.

La situazione di Milano e il caso Youssef Siher

La città più blindata, Milano, ha registrato una vita più tranquilla dopo i saccheggi al centro storico del 18 ottobre. La temuta replica del movimento Movimento 17, che aveva convocato manifestazioni spontanee, si è sostituita con due cortei pacifici tra il Teatro Strehler e Città Studi, che si sono saldati a Porta Venezia e hanno concluso a piazza Leonardo da Vinci. Il fermo di Youssef Siher, indagato come presunto gestore della chat Movimento 17 ottobre, ha finito per far implodere il meccanismo di reclutamento, lasciando i ragazzi senza informazioni su dove trovarsi. Durante la giornata di sabato, davanti alla Questura di Milano, alcuni giovani che si erano avvicinati in solidarietà al fermato non avevano idea di chi si trovasse dietro i comunicati e la chat anonima.

La chat anonima ha lasciato i ragazzi senza informazioni chiare su chi fosse dietro le convocazioni. Il fermo di Youssef Siher ha messo in luce come la mancanza di trasparenza possa creare confusione e disorientamento tra i partecipanti. La Procura ha in mano il caso e dovrà ricostruire le vicende, capire i ruoli della persona fermata e eventuali reti o infiltrazioni, per valutare quanto fosse regia o spontanea l’attivazione.

Le domande aperte sui minorenni e i social

Un tema caldo emerso durante le manifestazioni è la propensione dei minorenni, nati con i social, a seguire convocazioni, istanze o sfide via Telegram, Instagram o TikTok, senza conoscere chi si trovi dietro. La situazione interroga, soprattutto pensando ai più giovani, poiché le reti sociali sono in mano a imprese private, senza particolari vincoli di trasparenza. Se entità esterne volessero cavalcare legittime istanze di protesta sociale e strumentalizzarle, potrebbero farlo, trovando copertura nell’opacità degli algoritmi.

La mancanza di trasparenza potrebbe facilitare la strumentalizzazione di movimenti sociali da parte di entità esterne. La Grecia ha recentemente votato il divieto al di sotto dei 15 anni dal 2027, un tema che ha trovato spazio anche al Meeting dei Patti digitali a Milano. Le manifestazioni, pur essendo per lo più pacifiche, hanno segnato un momento di tensione e riflessione su come le nuove generazioni interagiscono con le istanze sociali e con le istituzioni. La Procura dovrà capire quanto fosse regia o spontanea l’attivazione, e se ci fossero infiltrazioni o reti esterne.

Le piazze del 24 ottobre hanno messo in luce le complessità del rapporto tra protesta, social e sicurezza. I minorenni, cresciuti in un contesto di informazione non sempre trasparente, si trovano a seguire convocazioni senza conoscere chi si trovi dietro. Questo crea un dibattito su come gestire il loro coinvolgimento e come garantire una maggiore consapevolezza e trasparenza nel contesto delle proteste sociali.