Piano energetico Meloni: “Sicurezza nazionale, sì a nucleare e trivelle”
Governo Meloni annuncia piano per rafforzare autonomia energetica con nucleare e trivelle, sottolineando necessità di sicurezza nazionale.

La premier Giorgia Meloni ha presentato durante il Consiglio dei ministri un piano per rafforzare l’autonomia energetica italiana, puntando su una maggiore produzione nazionale di idrocarburi e sull’accelerazione delle trivellazioni. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da fonti esterne e aumentare la sicurezza del Paese in un contesto geopolitico instabile. La strategia, spiegata in un videomessaggio social, si basa sull’idea che l’energia prodotta in Italia sia più sicura e costante rispetto a quella importata. La premier ha sottolineato che “non ha molto senso comprare all’esterno questa energia quando possiamo produrla anche qui”.
Accelerare le trivellazioni per ridurre la dipendenza esterna
Il piano prevede l’accelerazione delle estrazioni di petrolio e gas, con l’introduzione di una norma voluta dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto per velocizzare gli iter burocratici. Secondo il governo, l’Italia non può permettersi di aspettare decenni per sbloccare concessioni e permessi. Per questo, l’esecutivo ha annunciato che potrebbe nominare commissari ad acta in caso di inerzia delle amministrazioni regionali. L’obiettivo è ridurre i tempi di approvazione e permettere un maggiore sfruttamento delle riserve nazionali. La strategia si inserisce in un contesto di tensioni internazionali e di prezzo del gas in aumento. La proroga dello sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio ha spinto il conto per lo Stato a oltre 2,1 miliardi di euro. La premier ha espresso ottimismo per un provvedimento più targettizzato, che possa aiutare i consumatori più vulnerabili. “Vorremmo un provvedimento facile, immediato per i cittadini”, ha detto Meloni.
Un mix energetico per la sicurezza nazionale
La presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di un mix articolato per l’autonomia energetica. “Dobbiamo occuparci dell’autonomia di questa nazione sul piano energetico e questo si fa con un mix energetico”, ha spiegato. L’Italia, secondo i dati forniti, ha riserve scarse, costose e non sufficienti a coprire il fabbisogno. Per questo, il governo ha sostenuto l’idea di un’accelerazione sulle trivellazioni e l’espansione del nucleare. “Sì a nucleare e trivelle”, ha concluso la premier.
La strategia ha suscitato reazioni contrastanti. Il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha ricevuto un sostegno da parte di alcuni esponenti del governo, ma ha anche suscitato critiche da parte dell’opposizione. Ilaria Fontana (M5S) ha definito il piano “un ritorno al passato”, mentre Angelo Bonelli (Avs) ha accusato la premier di “dire almeno quattro bugie”. Secondo Bonelli, le riserve certe di gas ammontano a 42 miliardi di metri cubi, sufficienti solo per otto mesi. “È falso sostenere che riprendere le estrazioni farà scendere il prezzo”, ha sottolineato.
Il piano energetico del governo Meloni rappresenta un tentativo di rispondere alle sfide dell’energia in un momento di crisi globale. L’obiettivo è aumentare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza esterna, ma la strada è segnata da opposizioni e dibattiti su come meglio gestire le risorse energetiche del Paese. La premier ha espresso ottimismo, ma il dibattito continua. “Pagheremo caro l’inverno”, ha detto un esponente del governo, sottolineando l’impatto economico e sociale della situazione.
