Bivacco Menegazzi chiuso per episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati

Bivacco Menegazzi chiuso per motivi di sicurezza dopo episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati da parte di turisti.

Bivacco Menegazzi chiuso per motivi di sicurezza, con cartello che annuncia la chiusura a causa di episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati da parte di turisti
Bivacco Menegazzi chiuso per motivi di sicurezza, con cartello che annuncia la chiusura a causa di episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati da parte di turisti

Il bivacco Giovanni Menegazzi, situato nel cuore delle Dolomiti Agordine, è stato chiuso per motivi di sicurezza dopo una serie di episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati da parte di turisti. La decisione, firmata dal direttivo del Gruppo Alpini di Gosaldo, è stata presa dopo un aumento degli incidenti che hanno messo a rischio la struttura storica. Il cartello posto all’ingresso del bivacco annuncia la chiusura fino a nuova comunicazione, in seguito a comportamenti che hanno reso necessario un intervento.

Episodi di vandalismo e abuso di spazi

Il bivacco, costruito nella prima metà del secolo scorso e ristrutturato negli anni ’70 dal Gruppo Alpini locale, ha visto un incremento di episodi di vandalismo e abuso da parte di turisti. Tra i fatti più recenti, si segnala l’incidente del 15 maggio, in cui tre ragazzi di circa 20 anni hanno tentato di accendere un fuoco nella legnaia, nonostante la stufa non funzionasse. L’incidente ha messo in evidenza una mancanza di rispetto per le regole di sicurezza e per la struttura.

Non solo i tentativi di accendere fuochi, ma anche l’abbandono di sporcizia e la distruzione di elementi della struttura hanno reso necessaria l’intervento. «C’è stata gente che ha portato i sassi all’interno per fare una grigliata, ma abbiamo anche trovato escrementi nel capitello vicino alla struttura», ha spiegato Renato Chenet, capogruppo degli Alpini. La chiusura è un atto di difesa del patrimonio storico e della sicurezza.

Un patrimonio in pericolo

La chiusura del bivacco è vista come un atto di protesta e di sfinimento da parte del Gruppo Alpini, che ha sottolineato come la struttura sia un patrimonio storico e un simbolo di volontariato. La famiglia di Renato Chenet, capogruppo degli Alpini, ha lavorato per anni per il restauro e la manutenzione del bivacco, con l’aiuto di volontari. La decisione di chiudere le porte è stata presa dopo un aumento del numero di episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati, che hanno messo a rischio la sicurezza e l’integrità della struttura.

La protesta del Gruppo Alpini di Gosaldo è stata interpretata come un gesto di protesta e di sfinimento, a causa della crescente mancanza di rispetto da parte di alcuni turisti. Il bivacco è visto come un “figlio” da parte dei volontari. La chiusura, pur dolorosa, è vista come necessaria per proteggere la struttura e garantire la sicurezza dei fruitori. La decisione di chiudere il bivacco è stata presa in considerazione anche il numero di fruitori, con 100 visitatori complessivi, dei quali 97 che rispettano la montagna e la struttura. «Tre non usano la testa e fanno danni», ha detto Chenet, sottolineando come la chiusura sia un atto di difesa del patrimonio. Il bivacco, che si trova a soli 5 minuti di cammino dal rifugio Cavallera, rimarrà chiuso fino a quando il rifugio resterà aperto, in attesa di una soluzione definitiva.

  • Chiusura del bivacco Menegazzi per motivi di sicurezza
  • Episodi di vandalismo e comportamenti inappropriati da parte di turisti
  • Protesta del Gruppo Alpini di Gosaldo come gesto di difesa del patrimonio