Strage di Erba: il ricorso per la revisione del processo respinto
Il ricorso per la revisione del processo di Rosa Bazzi e Olindo Romano respinto. La difesa valuta l’opzione della Corte europea.

La difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano, accusati della strage di Erba del 2006, ha visto respinto il ricorso per la revisione del processo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’appello di Brescia, che aveva già ritenuto inammissibile l’istanza. La famiglia Castagna, vittima dell’eccidio, ha espresso sollievo per la conclusione del percorso giudiziario, che ha durato quasi vent’anni. L’avvocato Massimo Campa ha sottolineato che la difesa non ha più possibilità di ripresentare una richiesta di revisione, affermando che i «pilastri» del processo, come le confessioni e la prova scientifica, sono solidi.
La difesa valuta l’opzione della Corte europea
Nonostante il ricorso sia stato respinto, i legali dei coniugi di Erba hanno espresso l’intenzione di valutare l’opzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti umani. L’avvocato Fabio Schembri ha dichiarato che la difesa «valuterà se ricorrere alla Cedu». La decisione della Cassazione ha respinto le «prove nuove» presentate, considerandole «mere e astratte congetture» che non possono smontare i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna. La difesa aveva sostenuto che le confessioni di Olindo e Rosa fossero state «ispirate» dai carabinieri, e che la traccia ematica fosse contaminata.
La Corte ha respinto le prove nuove, considerandole inadeguate. La difesa aveva sostenuto che la testimonianza del sopravvissuto, Mario Frigerio, fosse viziata da un falso ricordo conseguente al trauma. Inoltre, aveva contestato la prova della traccia ematica, sostenendo che fosse contaminata. Tuttavia, la Corte d’appello di Brescia ha ritenuto che le prove non fossero nuove né conclusive, e che si concentrassero su dati di contorno o ambivalenti.
La strage di Erba e le accuse
Il 11 dicembre 2006, furono uccisi Raffaella Castagna, 30 anni, suo figlio Youssef Marzouk, 2 anni, la madre Paola Galli, 56, e la vicina di casa Valeria Cherubini, 55 anni. Il marito di Valeria, Mario Frigerio, 73 anni, rimase ferito. Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati all’ergastolo per la strage, con la condanna confermata in tutti i gradi di giudizio. La difesa ha sostenuto per anni che le prove fossero inadeguate o contestabili, mettendo in dubbio la testimonianza del sopravvissuto, le confessioni e la traccia ematica.
La difesa ha avanzato ipotesi di complotto, ma sono state escluse. L’ipotetico movente legato a un regolamento di conti nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti non ha trovato alcun riscontro. La famiglia Castagna, i fratelli Pietro e Giuseppe, ha espresso il desiderio di pace e di non dover più tornare a ricordi dolorosi. La decisione della Cassazione chiude un capitolo lungo quasi vent’anni, ma la difesa non ha abbandonato l’idea di ricorrere a un’altra istanza giuridica.
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