Il mercato italiano del tabacco si trasforma in vista della revisione europea

Il mercato italiano del tabacco si trasforma in vista della revisione europea, con un calo delle sigarette tradizionali e un aumento dei prodotti senza combustione.

Il mercato italiano del tabacco sta attraversando un periodo di trasformazione, in vista della revisione delle normative europee che riguardano tassazione, regolamentazione, tracciabilità, tutela dei minori e contrasto all’illecito. Secondo un rapporto presentato il 17 settembre a Roma durante l’evento “Logistica e distribuzione al servizio del Paese”, il calo delle sigarette tradizionali si accompagna a una crescita dei prodotti senza combustione, che rappresentano oggi il 20 per cento dei volumi distribuiti, rispetto all’85 per cento del 2019.

Un mercato in evoluzione

Il rapporto, realizzato in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata, sottolinea come il mercato del tabacco e della nicotina si stia trasformando, senza però registrare una contrazione del valore complessivo. Il valore del mercato è passato da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi nel 2025. Il calo delle sigarette tradizionali è stato compensato dallo spostamento di una parte dei consumi verso categorie più recenti, mentre l’aumento dei prezzi, pari all’11 per cento dal 2019, ha contribuito a mantenere il volume complessivo.

Contrabbando e gettito fiscale

Secondo le stime riportate nel rapporto, il contrabbando in Italia avrebbe un valore di circa 1,2 miliardi di euro e determinerebbe un mancato gettito di circa 690 milioni. Il sistema italiano utilizza strumenti europei di tracciabilità, che assegnano a ogni confezione un codice univoco, permettendo alle autorità di seguire il percorso dei prodotti e individuare eventuali anomalie. Le imprese del settore hanno sottolineato la necessità di mantenere un sistema basato su gradualità fiscale, differenziazione tra le categorie e prevedibilità delle regole.

Il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha spiegato che l’Italia ha scelto di programmare in anticipo gli interventi fiscali, introducendo meccanismi di certezza delle regole e di semplificazione. L’obiettivo è garantire una stabilità normativa che permetta agli investimenti e al canale legale di crescere in modo sostenibile. La filiera italiana teme soprattutto un avvicinamento del trattamento normativo e fiscale dei prodotti senza combustione a quello delle sigarette tradizionali.

Le posizioni del governo e del Parlamento

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha sottolineato l’importanza della trasformazione industriale del comparto e della necessità di mantenere insieme investimenti, controlli e certezza normativa. Ha inoltre indicato la tracciabilità e il controllo della filiera come strumenti essenziali per contrastare il mercato illegale, sostenendo che la stabilità delle regole sia una condizione necessaria per programmare gli investimenti e proteggere le entrate pubbliche. Nel dibattito è emersa anche la richiesta di mantenere la tutela della salute e dei minori al centro della revisione. Dario Nardella, membro della commissione AGRI del Parlamento europeo, ha sottolineato che la riforma delle direttive deve tenere insieme il peso economico della filiera e gli obiettivi di salute pubblica. Ha indicato tra le priorità la verifica obbligatoria dell’età, maggiori restrizioni sulle vendite online e un intervento sul marketing attraverso i social network.

L’eurodeputato Nicola Procaccini, membro delle commissioni ENVI e ITRE, ha espresso una posizione più critica nei confronti delle possibili modifiche europee. Ha sottolineato che le nuove norme potrebbero mettere in difficoltà un sistema italiano che, a suo giudizio, riesce oggi a tenere insieme canale legale, investimenti industriali e gettito fiscale. Ha riferito che la TED, la direttiva sulla tassazione dei prodotti del tabacco, si pone obiettivi fin troppo ambiziosi e confusionari, al punto che il Parlamento europeo non è stato capace di esprimere una posizione chiara. Resta aperta soprattutto la definizione concreta delle nuove regole europee e dei tempi con cui saranno applicate. Procaccini ha detto che nel corso del 2026 dovrebbe diventare più chiaro l’orientamento della Commissione sulla revisione della TPD e ha indicato il 2028 come orizzonte per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, sottolineando che il confronto politico e regolatorio non è ancora concluso.