L’industria automobilistica europea si trasforma: De Rosa (SMET) vede un cambiamento strutturale
L’analista De Rosa di SMET analizza la trasformazione dell’industria automobilistica europea, con un aumento delle collaborazioni con i gruppi cinesi.

Il settore automobilistico europeo sta vivendo una svolta, come sottolinea l’analista Domenico De Rosa di SMET. L’esperto osserva come l’Europa dell’auto si trovi ad affrontare una fase di trasformazione strutturale, con i costruttori cinesi che passano dal ruolo di concorrenti a partner industriali indispensabili. La domanda debole e l’impianti sottoutilizzati spingono i produttori europei a cercare collaborazioni con i gruppi cinesi, un cambiamento che De Rosa aveva previsto da tempo.
Da concorrenti a partner: una svolta industriale
Secondo De Rosa, il punto di svolta per l’industria automobilistica europea era prevedibile da tempo. Oggi, i fatti sembrano confermare questa previsione: la sovraccapacità produttiva e la domanda debole stanno modificando i rapporti tra i costruttori europei e i gruppi cinesi. I cinesi non vengono più percepiti soltanto come concorrenti da contrastare, ma come partner industriali necessari per mantenere attivi gli stabilimenti europei e preservare i volumi produttivi.
Il caso Cassino e le ipotesi su Maserati
Il caso dello stabilimento di Cassino e le ipotesi che coinvolgono Maserati rappresentano un banco di prova significativo di questa trasformazione. De Rosa sottolinea che non si tratta di un fenomeno isolato, ma di un segnale di una trasformazione strutturale che sta attraversando l’intera industria automobilistica europea. L’analista ritiene che questa dinamica possa accelerare già nei prossimi mesi, con un aumento delle collaborazioni e delle joint venture tra aziende europee e cinesi.
Le aziende europee, spiega De Rosa, hanno bisogno della Cina per continuare a produrre in Europa. Questo ha reso necessario un cambio di prospettiva: non si tratta più solo di difendere il mercato, ma di trovare nuove forme di collaborazione. La domanda decisiva, però, non è se arriveranno investimenti cinesi. Arriveranno, e a suo giudizio, assisteremo a due fenomeni paralleli: la crescita delle quote di mercato dei costruttori cinesi in Europa e l’aumento delle partecipazioni, joint venture o cessioni di stabilimenti europei a gruppi cinesi.
La sfida tecnologica: chi governerà la catena del valore?
Secondo De Rosa, la vera partita per l’Europa riguarda il ruolo che saprà ritagliarsi nei prossimi dieci anni. L’analista sottolinea che chi governerà la tecnologia governerà anche la catena del valore. Il vantaggio competitivo si sta spostando rapidamente verso l’Oriente, e l’Europa deve decidere se rimanere protagonista nello sviluppo delle tecnologie, delle piattaforme software, delle batterie e dell’intelligenza artificiale applicata all’automobile, oppure limitarsi a mettere a disposizione capacità produttiva per progetti sviluppati altrove. De Rosa conclude che l’industria automobilistica europea sta assistendo alla concreta realizzazione di una trasformazione che aveva previsto da tempo. La domanda, però, rimane aperta: l’Europa riuscirà a mantenere il controllo sulle tecnologie chiave, o si troverà a dover dipendere sempre di più da partner esterni? La risposta a questa domanda potrebbe definire il futuro dell’industria automobilistica europea nei prossimi anni.
