L’accessibilità delle spiagge è un diritto, non un servizio: il Garante lo chiarisce

L’Autorità Garante dei diritti delle persone con disabilità ha reso chiaro che l’accessibilità delle spiagge è un diritto, non un servizio aggiuntivo.

Autorità Garante dei diritti delle persone con disabilità annuncia nuove norme per l’accessibilità delle spiagge
Autorità Garante dei diritti delle persone con disabilità annuncia nuove norme per l’accessibilità delle spiagge

L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha reso chiaro che l’accessibilità delle spiagge non è un servizio aggiuntivo, ma un diritto. Con l’approvazione dell’Atto di indirizzo per i nuovi bandi sulle spiagge, l’organismo ha definito un nuovo standard per garantire l’inclusione e la fruizione del mare a tutti i cittadini, senza discriminazioni. L’obiettivo è trasformare le spiagge in spazi veramente accessibili, dove ogni persona, indipendentemente dal proprio stato di salute, possa vivere l’esperienza in condizioni di autonomia, sicurezza e dignità.

«Non basta una passerella se la persona incontra poi ostacoli nell’utilizzare i servizi, nel raggiungere il mare, nel ricevere informazioni o nel vivere la spiaggia in condizioni di autonomia, sicurezza e dignità», ha sottolineato l’Autorità. L’accessibilità deve riguardare l’intera esperienza balneare, non solo la presenza di una pedana o di uno scivolo. L’Atto di indirizzo, approvato con la Delibera n. 27 del 21 luglio 2026, elimina il concetto obsoleto che riduce l’inclusione a una sola forma di accesso. L’accessibilità autentica abbraccia ogni singolo momento della giornata al mare: la fruibilità e la disposizione degli spazi, i camminamenti, l’idoneità dei servizi igienici, gli ausili specifici per entrare in acqua, ma anche l’accessibilità dei canali di comunicazione e di prenotazione, la sicurezza della struttura e la formazione specifica del personale.

Un diritto, non un servizio

«L’accessibilità non è un servizio aggiuntivo: è un diritto, una misura della qualità dell’accoglienza e un valore per l’intera comunità», ha dichiarato Davyd Andriyesh, esperto del settore. L’Atto di indirizzo ha reso chiaro che l’inclusione non si limita alla presenza di una pedana, ma deve coinvolgere ogni aspetto dell’esperienza al mare. L’accessibilità deve essere un criterio vincolante e monitorato costantemente lungo tutta la durata della concessione, con controlli periodici e verifiche continue. «Accessibilità e qualità inclusiva devono avere un peso reale nei bandi e accompagnare l’intera durata delle concessioni», ha sottolineato il Garante. L’obiettivo è riaffermare concretamente i diritti fondamentali e innalzare il livello di accoglienza di tutta la rete turistica del Paese, garantendo la fruizione del mare a tutti i cittadini senza alcuna forma di discriminazione.

Controlli e premialità per chi si impegna

Nei futuri bandi di gara dovranno essere prefissate condizioni minime inderogabili, che garantiscano un livello di accessibilità reale e monitorabile. L’Autorità ha anche stabilito premialità trasparenti e incisive per chi presenta soluzioni di accoglienza ad alto impatto inclusivo. Questi impegni dovranno figurare esplicitamente nei contratti concessori e essere sottoposti a verifiche continue per l’intero arco di validità della concessione, impedendo che le tutele sociali rimangano soltanto una promessa sulla carta.

«L’accessibilità reale diventa un criterio vincolante e monitorato costantemente lungo tutta la durata della concessione», ha sottolineato il Garante. La revisione delle concessioni non deve essere vista come una mera formalità burocratica, ma come un’occasione irripetibile per rafforzare i diritti delle persone con disabilità e migliorare l’esperienza turistica per tutti. L’Autorità ha anche sottolineato che il problema non è la disabilità, ma un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero.

La revisione delle concessioni è un’occasione per riaffermare i diritti fondamentali.

Le spiagge devono essere spazi accessibili per tutti, senza discriminazioni.