Trieste in testa per famiglie in condizioni di fragilità economica

In Friuli Venezia Giulia, il 23,6% delle famiglie ha Isee sotto i 10.000 euro, con Trieste che registra il valore più alto.

Famiglie in condizioni di fragilità economica in Friuli Venezia Giulia, con Trieste in testa
Famiglie in condizioni di fragilità economica in Friuli Venezia Giulia, con Trieste in testa

Le famiglie in condizioni di fragilità economica, con un Isee inferiore ai 10.000 euro, rappresentano il 23,6 per cento del totale in Friuli Venezia Giulia. La situazione è più critica in provincia di Trieste, dove la quota raggiunge il 30,4 per cento, mentre Pordenone registra il valore più basso (18,9 per cento). Il dato emerge da un’indagine condotta dal ricercatore di Ires Fvg Alessandro Russo, che ha rielaborato dati Inps e Istat.

Le famiglie monopersonali e la struttura demografica

Il 27,5 per cento delle famiglie che hanno presentato una Dsu è composto da una sola persona. Tra quelle con Isee inferiore a 10.000 euro, i nuclei monopersonali rappresentano quasi la metà (43,7 per cento); tra chi ha Isee nullo, la quota sale al 66 per cento. Trieste è la provincia italiana con la maggiore incidenza di persone sole tra chi presenta una Dsu (35,8 per cento), dato coerente con la struttura demografica locale: le famiglie unipersonali sono il 49,5 per cento del totale, la percentuale più alta in Italia secondo l’Istat.

La struttura demografica influisce notevolmente sulle statistiche Isee. Le famiglie monopersonali e quelle numerose (sei o più componenti) presentano l’Isee medio più basso: rispettivamente 17.424 euro e 15.415 euro in regione. I nuclei da tre o quattro persone superano invece in media i 24.000 euro.

Un aumento del numero di nuclei e una stabilità del dato

Nel 2025, le famiglie che hanno presentato una Dsu per il calcolo dell’Isee ordinario sono state 199.490, con un aumento di 17.468 unità rispetto all’anno precedente (+9,6 per cento). A questi nuclei corrispondono oltre 542.000 residenti, pari al 45 per cento della popolazione totale regionale, con una media di 2,7 componenti per nucleo. Il dato segna un’inversione rispetto al 2024, che aveva fatto registrare una temporanea flessione.

Il 2025 ha visto un aumento del numero di nuclei con Isee corrente. Questo strumento consente di aggiornare l’indicatore in caso di un peggioramento significativo della situazione economica o lavorativa nel corso dell’anno, senza dover ripresentare la Dsu. Il dato si mantiene stabile rispetto agli anni precedenti, lontano dai picchi della pandemia, quando in regione i nuclei con Isee corrente erano quasi triplicati (da 1.110 nel 2019 a 3.026 nel 2021). All’opposto, in Calabria, Sicilia e Campania circa un terzo della popolazione si trova in questa condizione. Solo Trentino-Alto Adige (6,6 per cento) e Veneto (8,4 per cento) fanno meglio a livello nazionale. Il cambiamento è legato all’ampliamento della platea dei richiedenti: sempre più prestazioni, sia nazionali sia locali, sono state parametrate all’Isee, coinvolgendo famiglie non necessariamente in difficoltà economica.