Spesa sociale in Basilicata: un dramma di disuguaglianze e mancanza di risorse

La Basilicata si posiziona al penultimo posto per spesa sociale per abitante, con solo 68 euro a persona.

Comuni lucani con spesa sociale insufficiente, dati Cgil sottolineano disuguaglianze e mancanza di risorse
Comuni lucani con spesa sociale insufficiente, dati Cgil sottolineano disuguaglianze e mancanza di risorse

La Basilicata si trova al penultimo posto in Italia per spesa sociale per abitante, con solo 68 euro a persona, un dato che mette in luce una situazione di grave criticità. Il report della Cgil, basato su dati Istat, svela un divario territoriale profondo, con la regione che si distacca notevolmente dal resto del Paese. La spesa sociale, destinata a famiglie, minori, disabili, anziani e contrasto alla povertà, non riesce a coprire le esigenze reali delle popolazioni più vulnerabili, con un sistema che appare inadeguato e insufficiente.

Disuguaglianze e mancanza di finanziamenti

La spesa sociale in Basilicata, pur ammontando a quasi 40 milioni di euro, non riesce a garantire servizi accessibili e diritti esigibili per l’utenza. I comuni sostengono quasi interamente il peso dei servizi, a fronte di una compartecipazione del Sistema sanitario nazionale ferma a 958.869 euro, pari al 2% del totale. Il contributo diretto degli utenti si ferma a 1.822.422 euro, mentre la Regione e le Province non contribuiscono in modo significativo. Questo crea un cortocircuito strutturale, con il welfare locale scaricato sulle spalle degli enti di prossimità.

La mancanza di investimenti reali da parte delle istituzioni centrali alimenta una situazione di grave squilibrio. Il sindacato contesta frontalmente la gestione burocratica delle tutele minime e l’assenza di investimenti reali da parte delle istituzioni centrali. La spesa più consistente sul territorio lucano è assorbita da famiglie e minori con 13.879.393 euro, seguita da fondi per la disabilità con 9.810.364 euro, gli anziani con 4.676.181 euro, l’immigrazione con 3.977.702 euro e il contrasto alla povertà con 2.963.088 euro.

Le posizioni regionali e le critiche del sindacato

Se le province di Potenza e Matera riescono a posizionarsi prima del centesimo posto per quasi tutte le voci, il capoluogo di regione mostra una faglia preoccupante sulla povertà, scivolando alla 102esima posizione su 107 province italiane. Una deriva che allarma il sindacato, specialmente alla luce delle riforme istituzionali in discussione. La regione si trova a un punto di non ritorno se non si interviene con misure concrete. La Cgil denuncia come il sistema attuale stia allargando la forbice delle diseguaglianze, lasciando indietro chi ha più bisogno di protezione. I livelli essenziali delle prestazioni sociali rappresentano l’unico argine a questa deriva, specialmente di fronte alle incognite del regionalismo differenziato, che vedrebbe la nostra regione subire conseguenze nefaste, specie per il diritto alla cura.

“Determinare nominalmente i Leps senza stanziare risorse adeguate è un esercizio di ipocrisia istituzionale che questo sindacato respinge al mittente”, incalzano i segretari generali della Cgil Basilicata, Fernando Mega e Giuliana Scarano. L’obiettivo resta rimettere al centro della politica lucana i diritti inalienabili delle fasce più deboli: “Rivendichiamo una maggiore attenzione della politica regionale: ogni risorsa spesa deve tradursi in servizi accessibili, in diritti esigibili per l’utenza e in lavoro di qualità per il personale”.