L’AI non riduce il lavoro dei tech provider, ma crea nuove opportunità per Digitouch
Digitouch sfrutta l’AI come catalizzatore di crescita, non solo come strumento di risparmio, con utili in aumento e liquidità record.
Digitouch, società quotata su Euronext Growth Milan, ha registrato un forte incremento dei utili e una generazione di cassa raddoppiata nel primo semestre del 2026, anticipando di un anno i target fissati nel Piano Industriale. Il presidente Simone Ranucci ha sottolineato che l’intelligenza artificiale non rappresenta un taglio ai costi, ma un catalizzatore di nuovo business, in grado di ampliare le opportunità per i fornitori tecnologici. L’AI, secondo Ranucci, non riduce lo spazio di mercato per system integrator e consulenti, ma lo espande, creando nuove domande e complessità da gestire.
Un moltiplicatore di ricavi, non solo di efficienza
La strategia di Digitouch si basa sull’idea che l’AI non sia solo un strumento per migliorare la produttività interna, ma soprattutto un motore di nuova domanda per i tech provider. Il presidente ha chiarito che, sebbene l’AI possa automatizzare parte del lavoro di coding, non riduce la centralità di architettura, design, orchestration e operazioni. “L’AI è un moltiplicatore di domanda”, ha sottolineato Ranucci, spiegando come l’adozione di algoritmi avanzati richieda una gestione più complessa di dati, infrastrutture e servizi. Questo crea una nuova stagione di investimenti in software, infrastrutture e integrazione, con un impatto positivo sul fatturato e sull’efficienza operativa.
Digitouch ha ridotto la posizione finanziaria netta a 7,50 milioni di euro, pur premiando gli azionisti con circa 450 mila euro di dividendi e destinando altri 443 mila euro al piano di riacquisto azioni. La società ha anche ridotto i debiti bancari di ben 1,73 milioni, a conferma di una struttura finanziaria sempre più solida. Questa solidità finanziaria ha permesso al gruppo di concentrarsi sull’espansione del posizionamento strategico come Growth Orchestrator, che unisce dati, tecnologia e visione di business per guidare i clienti lungo l’intera filiera del valore.
Il collo di bottiglia: i dati
Sebbene l’AI rappresenti un’opportunità, il presidente ha messo in evidenza che il vero collo di bottiglia rimane la gestione dei dati. “Pochissime realtà sono native digitali”, ha sottolineato Ranucci, sottolineando che per sfruttare appieno l’AI, le aziende devono strutturare e migrare i dati verso infrastrutture in grado di valorizzarli. Senza una solida governance dei dati, le potenzialità dell’AI si sgretolano. Questo fabbisogno ha innescato una forte domanda per soluzioni di data management, un settore in cui Digitouch vanta una competenza diretta.
Il gruppo ha quindi adottato un nuovo posizionamento strategico come Growth Orchestrator, che unisce dati, tecnologia e visione di business per guidare i clienti lungo l’intera filiera del valore, dalla prima interazione fino alla conversione in risultati economici concreti. Questo approccio si traduce in una maggiore efficienza operativa, permettendo a Digitouch di scalare il fatturato mantenendo un controllo più stretto sulla crescita dell’organico.
Ranucci ha anche evidenziato un problema nazionale: l’Italia soffre di un deficit di investimenti tecnologici e di competenze sui nuovi modelli di intelligenza artificiale. A questo si aggiunge una questione strategica europea: la dipendenza da operatori extra-UE sul cloud e sui modelli AI ha reso cruciale il tema della sovranità dei dati. “Non possiamo più ragionare a due o tre anni. Dobbiamo ragionare a dieci anni”, ha sottolineato il presidente, sottolineando che imprese e famiglie capaci di programmare hanno già adottato questa prospettiva. Digitouch vede inoltre nelle PMI un bacino di domanda ancora inespressa, con un divario di digitalizzazione rispetto alle grandi imprese. Questo divario potrebbe alimentare un lungo ciclo di investimenti in software, dati, cloud e AI, che potrebbe spingere la domanda per system integrator e fornitori tecnologici.
