Vannacci al centro di una levata di scudi bipartisan: da Rama a Schlein, la politica lo isola

Vannacci al centro di una levata di scudi bipartisan: da Rama a Schlein, la politica lo isola

Un leader politico discute con giornalisti durante un forum, con reazioni di diversi esponenti politici
Un leader politico discute con giornalisti durante un forum, con reazioni di diversi esponenti politici

Il generale Vannacci, noto per le sue posizioni radicali e la sua retorica forte, si trova al centro di una levata di scudi bipartisan, con reazioni da parte di esponenti di sinistra e destra. Il dibattito, acceso durante un forum a Cernobbio, ha visto interventi di personaggi come il primo ministro albanese Edi Rama, la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader di Futuro Nazionale e l’ex premier Matteo Renzi. La politica, in modo unanime, sembra isolare l’ex generale, che non ha trovato spazio per un dialogo costruttivo.

Le reazioni di sinistra e destra

Edi Rama, primo ministro albanese, ha aperto le danze con un commento irriverente, sottolineando il rapporto tra Vannacci e Giorgia Meloni. “Perché mi dovrebbe piacere un uomo se mi piace Giorgia? Lei è bella e brava”, ha detto Rama, riferendosi al leader di FdI. La reazione non è stata solo di Rama: Elly Schlein, segretaria del Pd, ha sottolineato che le posizioni di Vannacci non differiscono molto da quelle di Meloni e Salvini prima di entrare in governo. “Vannacci non dice cose diverse da quelle che dicevano Meloni e Salvini prima di andare al governo”, ha aggiunto Schlein, con un tono di realismo politico.

La destra, pur condividendo alcune posizioni di Vannacci, non ha accolto con entusiasmo le sue dichiarazioni. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha archiviato la questione, dichiarando la sua lealtà a Salvini e il suo rispetto per Meloni. “La mia lealtà va a Salvini, il mio rispetto a Meloni”, ha detto Bardella, cercando di distanziarsi dal generale. Al contrario, Matteo Renzi, leader dell’opposizione, ha espresso un sostegno più esplicito a Vannacci, sottolineando la sua capacità di attirare attenzione. “Nelle opposizioni l’unico a fregarsi le mani è Matteo Renzi”, ha osservato un osservatore.

Un’alternativa per il centrodestra

La situazione appare complessa per il centrodestra, che si trova a dover decidere se aprire un dialogo con Vannacci o non farlo. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha definito il programma di Vannacci “estremista”, sottolineando il rapporto con la Russia. “Chi parla bene di Putin non può essere un alleato di questo governo”, ha detto Nordio, rafforzando la posizione del governo. Al contrario, alcuni esponenti di Forza Italia, come Pichetto Fratin, hanno espresso una posizione più aperta, pur riconoscendo le difficoltà del momento.

Vannacci, però, non sembra intenzionato a cedere. Ha confermato la sua disponibilità al dialogo, ma ha anche rifiutato le accuse di retorica fascista. “Noi siamo un partito che guarda al futuro, al rilancio nazionale, all’esaltazione della nostra identità, delle nostre radici e della nostra storia”, ha detto Vannacci, cercando di distanziarsi da accuse che lo vedono come un estremista. La sua strategia sembra essere quella di isolarsi e di attirare attenzione, sperando di guadagnare spazio nel dibattito politico.

Per capire cosa succederà nella coalizione, bisogna attendere due variabili: il voto in Sassonia, che potrebbe portare al potere l’AfD, e le suppletive di fine settembre a Reggio Calabria. La missione di Vannacci è chiara: far perdere il centrodestra per costringerlo a trattare da posizioni di debolezza. Il suo obiettivo, però, non è solo politico: è anche una prova di forza, che spera di vincere con il sostegno del popolo.