Trump e Xi tornano a incontrarsi dopo 4 mesi: il commercio e l’IA al centro del dibattito
Trump e Xi tornano a incontrarsi dopo 4 mesi: il commercio e l’IA al centro del dibattito
Dopo quattro mesi dall’ultimo incontro, Xi Jinping e Donald Trump si sono nuovamente incontrati a Washington, con il commercio e le questioni globali come tema centrale. L’incontro, in programma il 24 settembre, si svolgerà in un contesto diverso rispetto a quelli precedenti, con Trump che sembra adottare un approccio meno aggressivo. Il focus principale sarà sulla proroga della tregua commerciale in scadenza il 10 novembre, un accordo che ha posto fine a una guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali. I mercati seguono con attenzione i segnali di una possibile estensione, che potrebbe evitare un grave shock per l’economia globale.
Il commercio prima di tutto
Il precedente accordo commerciale, firmato dopo il vertice in Corea del Sud lo scorso ottobre, ha ridotto i dazi reciproci che superavano il 100%. La tregua, in scadenza il 10 novembre, è considerata un punto di svolta per le relazioni economiche tra Stati Uniti e Cina. Durante la visita, Xi “avrà approfonditi scambi di opinioni con il presidente Trump sulle principali questioni riguardanti le relazioni sino-americane, nonché la pace e lo sviluppo mondiali”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri cinese. La delegazione cinese, composta da imprenditori e dirigenti di aziende statali, è simile a quella del 2015, quando fu firmato un accordo da 38 miliardi di dollari per 300 Boeing.
Trump, impantanato nella guerra con l’Iran e con bassi indici di gradimento, cerca successi commerciali da poter vantare agli elettori prima delle elezioni di Midterm del novembre. Secondo gli analisti, il ribaltamento di fronte ha ridimensionato le aspettative per il vertice, con Xi che non ha fretta di fare concessioni e Trump ansioso di portare a casa qualcosa. Finora, Trump ha adottato un approccio meno aggressivo del solito, astenendosi da minacce di dazi sulle importazioni cinesi o divieti di esportazioni di tecnologia statunitense, a differenza delle posizioni che hanno preceduto i vertici precedenti.
La Cina ha firmato un accordo da 38 miliardi di dollari per 300 Boeing nel 2015.
Le questioni globali e l’IA
Accanto al commercio, sul tavolo dell’incontro ci sono anche temi come Taiwan, l’Iran e l’intelligenza artificiale. La Cina, che mantiene stretti legami con Teheran, è il maggiore acquirente mondiale di petrolio iraniano, mentre Washington ritiene che Xi sia l’unico in grado di esercitare pressioni su Teheran. Gli Stati Uniti, però, hanno mostrato scarsa propensione a farlo. Sull’intelligenza artificiale, invece, potrebbe rappresentare un ambito di cooperazione, viste le implicazioni per la sicurezza nazionale, la competitività economica e le capacità militari.
Il tema dell’IA è stato anche oggetto di dibattito, con il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent e il Vice Primo Ministro cinese He Lifeng che si sono incontrati a New York per proporre un nuovo meccanismo di notifica riguardanti gli incidenti legati all’IA che raggiungono un livello di sicurezza nazionale. Trump e Xi potrebbero prenderlo in considerazione al vertice. Intanto, il ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha avvertito che il predominio cinese nell’IA potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza degli Stati Uniti, ma i media statali cinesi hanno liquidato l’avvertimento come proveniente da un “manuale della Guerra Fredda”, mentre Trump ha respinto gli appelli a rallentare lo sviluppo dell’IA, affermando che “forze molto negative” stavano sollevando preoccupazioni esagerate.
La Cina ha bloccato per anni l’accordo con Boeing a causa delle minacce di Trump.
