Trump e Xi discutono regole per l’AI, ma nessun accordo firmato e nessun chip inviato
Trump e Xi discutono regole per l’AI, ma nessun accordo firmato e nessun chip inviato
Trump e Xi Jinping hanno già discusso le regole per l’intelligenza artificiale (AI) durante un incontro a Beijing nel mese di maggio 2026, ma non è stato firmato alcun accordo e nessun chip è stato inviato. L’incontro, che si è svolto durante una visita ufficiale, ha visto la partecipazione di esponenti tecnologici come Sam Altman, Jensen Huang e Tim Cook, che torneranno a Washington per un ricevimento ufficiale il 24 settembre. Nonostante le discussioni su sicurezza e standard condivisi, non è emerso alcun accordo concreto, e le misure di controllo sulle esportazioni di chip non sono state menzionate.
La tecnologia e la sicurezza al centro del dibattito
La questione della sicurezza rappresenta un tema cruciale per entrambi i Paesi, ma le posizioni restano distanti. Washington ha autorizzato circa dieci aziende cinesi a acquistare i chip H200 di Nvidia, ma nessuna consegna è avvenuta. Le autorità cinesi hanno bloccato le spedizioni e hanno definito la proposta di rallentamento del progresso tecnologico come un “script del periodo freddo”. La Cina, inoltre, sta indirizzando i propri acquirenti verso aziende come Huawei e alternative domestiche, rifiutando le condizioni di sicurezza imposte dagli Stati Uniti.
La Cina ha rifiutato le condizioni di controllo imposte dagli Stati Uniti, e le aziende americane, come Apple, hanno un’importante presenza produttiva in Cina. La proposta di rallentamento del progresso tecnologico, avanzata da Dario Amodei, è stata interpretata in Cina come un tentativo di contenere il Paese. La stessa proposta ha suscitato reazioni negative, con il ministero degli Esteri cinese che l’ha definita “fearmongering”. Gli Stati Uniti, da parte loro, non hanno proposto regole condivise, ma hanno sottolineato la necessità di rimanere avanti nella competizione tecnologica.
Un’agenda in bilico tra sicurezza e accesso
La discussione tra Trump e Xi si concentra su due aspetti principali: la sicurezza e l’accesso ai dati. Mentre la Cina ha rifiutato le condizioni di controllo, gli Stati Uniti non hanno offerto alternative condivise. La questione dei chip rimane il fulcro del dibattito, ma nessuna soluzione concreta è emersa. Il ministro degli Esteri cinese ha definito la proposta di rallentamento come un “script del periodo freddo”, mentre gli Stati Uniti non hanno adottato la premessa di un freno condiviso. La situazione si complica ulteriormente con le accuse reciproche di diffamazione e di manipolazione del mercato. Gli Stati Uniti hanno già utilizzato l’allocazione di Nvidia come termine in un accordo di pace, ma la proposta di scambiare accesso al calcolo per garanzie non ha trovato terreno fertile. La visita di Xi a Washington potrebbe segnare un momento cruciale, ma il futuro delle relazioni tecnologiche tra i due Paesi appare ancora incerto.
