Shopping estivo in calo: afa, prezzi e crisi pesano, grandi marchi resistono
Calo dei flussi estivi a causa di afa e prezzi, grandi marchi mantengono posizione

L’estate 2026 si è rivelata un periodo di difficoltà per il commercio in Toscana, con un calo dei flussi di clienti dovuto a una combinazione di fattori: il caldo estremo, i prezzi elevati e la crisi economica. I dati raccolti evidenziano una riduzione significativa del passaggio pedonale, specialmente a luglio, con un impatto particolarmente sentito sulle piccole boutique indipendenti. I grandi marchi, invece, hanno mantenuto una posizione stabile, registrando in alcuni casi un piccolo incremento. La situazione è stata analizzata da Francesco Giannerini, presidente di Confesercenti Viareggio, e da Mafalda Sevignani, responsabile Fismo e presidente regionale della impreditoria giovanile.
Flussi in calo, grandi marchi in vantaggio
Secondo le dichiarazioni di Giannerini, il commercio estivo ha tracciato un ritratto fedele del settore in difficoltà, tra la tenuta del turismo e una sofferenza diffusa. I visitatori stranieri sulla Passeggiata e i grandi marchi sono riusciti a mantenere una buona posizione, anche se il bilancio generale delle boutique indipendenti resta segnato da alti e bassi. I negozi non di abbigliamento hanno registrato una forte assenza di flusso e presenze turistiche disposte ad acquistare, con un miglioramento solo in agosto.
Le cause del calo sono molteplici e concrete, tra cui l’impatto del cantiere al Piazzone, indicato da molti come uno dei motivi principali del minor giro in centro. Il fattore climatico e urbano ha giocato un ruolo fondamentale: il caldo torrido e la mancanza di ombra hanno desertificato le strade di giorno, mentre la sera l’assenza di locali e eventi scoraggia le persone ad uscire. Inoltre, i negozi sono costretti a scontrarsi con margini ridotti a causa dei saldi anticipati a inizio luglio, un problema non risolto.
Un’estate a rilento, con prospettive incerte
“È stata un’estate a rilento”, conferma Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio Versilia. La crisi economica e il caro prezzi hanno avuto un impatto significativo sul commercio, con un calo generale del turismo e una perdita di interesse verso la città. Per Giannerini, il costo del caffè non ha influenzato il consumo quotidiano, anche se la percezione del cliente per l’aumento di qualche centesimo ha avuto un effetto psicologico. La situazione rimane complessa, con un futuro incerto per il settore. La crisi economica ha inciso profondamente anche su altre zone della Toscana, con un caro prezzi che ha colpito le tasche dei cittadini. Il caro carburante e l’elettricità hanno influito sugli spostamenti, mentre il costo del caffè e del cappuccino è aumentato a causa degli aumenti dei costi di trasporto. I turisti hanno scelto altre zone, cercando località con temperature diverse, riducendo il numero di visitatori in Toscana.
