Saldi estivi in Isola: un bilancio in chiaroscuro per il commercio locale
Saldi estivi in Isola: un bilancio in chiaroscuro per il commercio locale

Il primo mese dei saldi estivi nell’Isola ha registrato un bilancio in chiaroscuro, con un terzo dei negozi che segnala una flessione delle vendite, mentre un altro terzo registra un incremento o risultati stabili. L’associazione Confesercenti-Fismo ha reso noto i dati derivanti da un monitoraggio su 100 attività di abbigliamento e calzature, rilevando una contrazione strutturale dei consumi che mette a rischio il commercio locale di prossimità. Il caldo di luglio ha ridotto la permanenza nei centri cittadini e lo shopping “da passeggio”, ma chi entra nei negozi è più orientato all’acquisto.
Consumi in calo, ma non sempre in modo drastico
Secondo il sondaggio, il 37% delle imprese intervistate segnala una flessione delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una contrazione inferiore al 15% in quasi tutti i casi. Solo il 7% registra cali più consistenti. Al contrario, il 34% degli operatori dichiara un incremento rispetto al 2025, in genere tra lo 0 e il 15%, mentre il restante 29% evidenzia risultati stabili. Il minor afflusso non ha comportato automaticamente un calo delle vendite.
Le abitudini di acquisto cambiano
Il caldo di luglio ha ridotto la permanenza nei centri cittadini e lo shopping “da passeggio”, facendo diminuire gli ingressi nei negozi. Tuttavia, chi entra è più orientato all’acquisto, con una riduzione del cliente curioso e un aumento di chi esce di casa con un’esigenza precisa. Nonostante i minori ingressi, in molti casi i volumi hanno retto meglio del previsto. Il direttore regionale di Confesercenti, Gian Battista Piana, ha commentato che il quadro è omogeneo, ma la sofferenza dei centri storici e delle attività della fascia medio-bassa emerge chiaramente.
Secondo Fismo Confesercenti, il tradizionale appuntamento dei saldi sta perdendo forza, a causa delle promozioni continue e degli sconti anticipati. «Oggi sono penalizzati da promozioni continue e sconti anticipati – afferma il presidente Roberto Bolognese – e perdono il loro carattere di eccezionalità. A pagare di più sono i negozi di vicinato, che non possono sostenere una competizione permanente sul prezzo». L’associazione chiede quindi una revisione della normativa nazionale, con l’obiettivo di posticipare l’inizio dei saldi e creare un equilibrio tra commercio tradizionale ed e-commerce. Non siamo più di fronte a una semplice flessione congiunturale, ma a una contrazione strutturale dei consumi che rischia di compromettere il commercio locale di prossimità. Tengono meglio le località costiere e le aree turistiche, sostenute dai visitatori. L’associazione chiede quindi una revisione della normativa nazionale, con l’obiettivo di posticipare l’inizio dei saldi e creare un equilibrio tra commercio tradizionale ed e-commerce.
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