Scuole filippine: un approccio diverso alla sicurezza è necessario

Le scuole filippine devono rivedere l’approccio alla sicurezza dopo un aumento di violenza. Un progetto di legge mira a prevenire incidenti.

Scuole filippine e esperti chiedono un approccio diverso alla sicurezza per prevenire incidenti
Scuole filippine e esperti chiedono un approccio diverso alla sicurezza per prevenire incidenti

Le scuole filippine devono rivedere l’approccio alla sicurezza dopo un aumento della violenza in classe, con due attacchi fatali negli ultimi mesi. Il governo ha lanciato un progetto di legge per creare un sistema di sicurezza completo, che includa piani locali, regole per l’uso dei cellulari e servizi di salute mentale. L’idea è di prevenire la violenza prima che si verifichi, non solo reagire agli incidenti. L’esperto Munira Mustaffa ha sottolineato che il problema non è solo scolastico, ma anche sociale, con esempi in Thailandia e Malaysia. La comunità chiede misure più profonde, non solo controlli fisici, per proteggere i ragazzi.

Un progetto di legge per prevenire la violenza

Il progetto di legge, promosso dal deputato Bam Aquino, richiede che le scuole adottino un piano di sicurezza completo, con linee guida per prevenzione, risposta d’emergenza e recupero. L’obiettivo è creare un ambiente scolastico più sicuro, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. L’approccio include l’educazione digitale, la lotta al bullismo e l’espansione dei servizi di salute mentale. “Non possiamo accettare che questa sia una parte normale della vita scolastica”, ha detto Aquino, ricordando i nomi dei ragazzi morti negli attacchi recenti.

Il progetto include anche misure per migliorare la consulenza scolastica, stabilire sistemi di prevenzione e rischio, e adottare un approccio comunitario. L’esperta Munira Mustaffa ha sottolineato che il fenomeno non è limitato alle scuole, ma si estende a contesti sociali più ampi. L’attacco in Thailandia e il caso del Siam Paragon a Bangkok sono esempi di come la violenza possa estendersi al di fuori delle scuole. “La scuola è il luogo più accessibile per gli attacchi”, ha detto Munira, sottolineando che è necessario capire le cause profonde che spingono i ragazzi a agire in modo violento.

La prevenzione deve iniziare prima dell’attacco

Secondo Ysrael Diloy, esperto di protezione dei minori, la prevenzione deve iniziare prima che un ragazzo arrivi con un’arma alla porta della scuola. “Molte opportunità di intervento precoce potrebbero essere state perse”, ha avvertito. La soluzione non è solo aumentare la sicurezza fisica, ma anche creare un ambiente in cui i ragazzi si sentano ascoltati e supportati. “Dobbiamo identificare segni di rischio prima che si verifichi un incidente”, ha detto Diloy.

Joanna Herrera, psicologa e direttrice dell’organizzazione non profit Circle of Hope, ha sottolineato l’importanza di un sistema di sicurezza integrato, che coinvolga scuole, famiglie, autorità locali e servizi di salute mentale. “La legge non proteggerà i ragazzi se non ci saranno piani realistici, personale addestrato e risorse adeguate”, ha detto. Herrera ha anche sottolineato che la sicurezza non deve limitarsi alla prevenzione fisica, ma deve includere la gestione del bullismo, la sensazione di appartenenza e la fiducia nei confronti degli adulti. “Un sistema di prevenzione a strati deve essere integrato nella vita quotidiana della scuola”, ha concluso.

Il progetto di legge mira a creare un sistema di sicurezza completo, che non si limiti a controlli fisici, ma includa anche l’educazione digitale, la lotta al bullismo e l’espansione dei servizi di salute mentale. L’obiettivo è prevenire la violenza prima che si verifichi, non solo reagire agli incidenti. L’esperto Munira Mustaffa ha sottolineato che il problema non è solo scolastico, ma anche sociale, con esempi in Thailandia e Malaysia. La comunità chiede misure più profonde, non solo controlli fisici, per proteggere i ragazzi.