Disagio giovanile, il ddl sicurezza crea una rete educativa tra scuole, famiglie e sport
Il ddl sicurezza introduce una rete educativa per contrastare il disagio giovanile, coinvolgendo scuole, famiglie e associazioni sportive.

Una rete educativa per contrastare il disagio giovanile
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza, già licenziato in prima lettura il 16 luglio e successivamente rivisto prima della trasmissione alle Camere. Il provvedimento interviene su diversi ambiti, introducendo modifiche al Codice penale in materia di circostanze aggravanti, danneggiamento, occupazione arbitraria di immobili e risarcimento del danno, oltre a misure per il rafforzamento operativo delle forze di polizia, della vigilanza sulla rete ferroviaria e dei litorali, e disposizioni che riguardano anche l’organizzazione della Polizia penitenziaria. Accanto alle norme di carattere penale e di pubblica sicurezza, il testo dedica un intero capo alla prevenzione del disagio giovanile e al sostegno delle famiglie nella funzione educativa.
La rete territoriale dell’alleanza educativa è il cuore del provvedimento. La novità principale è l’istituzione della Rete territoriale dell’alleanza educativa per lo sviluppo e il contrasto del disagio giovanile, organismo pensato per coordinare gli interventi di prevenzione e promuovere iniziative condivise. Alla rete partecipano rappresentanti delle istituzioni scolastiche, delle famiglie, degli enti locali, dei servizi territoriali e delle associazioni sportive, con l’obiettivo di costruire una collaborazione stabile tra i diversi soggetti impegnati nell’educazione dei giovani. Secondo il testo del disegno di legge, la rete dovrà favorire iniziative coordinate per contrastare fenomeni di dispersione scolastica, emarginazione e vulnerabilità sociale. Il coordinamento operativo sarà disciplinato da un successivo decreto ministeriale.
Progetti contro la povertà educativa e l’esclusione sociale
Tra le finalità della rete rientra anche la promozione di progetti destinati al contrasto della povertà educativa e dell’esclusione sociale. Il disegno di legge richiama espressamente gli interventi già previsti nell’ambito dei programmi Agenda Sud e Agenda Nord, individuando tali iniziative come uno degli strumenti attraverso cui sviluppare attività educative rivolte agli studenti e alle famiglie. Le azioni potranno essere sostenute attraverso le risorse del Programma nazionale “Scuola e Competenze 2021-2027”, secondo quanto previsto dal provvedimento.
Le risorse saranno utilizzate senza nuovi stanziamenti. Il testo non introduce nuovi stanziamenti dedicati, ma prevede l’utilizzo degli strumenti di finanziamento già esistenti per sviluppare gli interventi previsti nei territori interessati. Il provvedimento mira a costruire un sistema di prevenzione fondato sulla collaborazione tra diversi soggetti del territorio, valorizzando lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale, favorendo la partecipazione dei giovani ad attività extrascolastiche e percorsi di aggregazione.
Il testo attribuisce un ruolo centrale anche alle famiglie, considerate parte integrante del percorso educativo. La futura disciplina attuativa dovrà definire le modalità con cui esse parteciperanno alle attività della rete territoriale, favorendo forme di collaborazione continuativa con le istituzioni scolastiche e con gli altri soggetti coinvolti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia nella prevenzione delle situazioni di disagio. Il disegno di legge precisa che l’eventuale partecipazione del personale scolastico alle attività della rete non comporterà nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In particolare, viene esclusa la possibilità di concedere esoneri dall’attività didattica o di sostenere spese per la sostituzione dei docenti impegnati nelle iniziative previste. Si tratta di una disposizione volta a chiarire che la partecipazione dovrà essere organizzata senza incidere sull’ordinario svolgimento delle lezioni.
Il provvedimento interviene anche sul rafforzamento del Patto educativo di corresponsabilità, già previsto dal DPR n. 249 del 1998. Il ddl lo indica come uno degli elementi attraverso cui consolidare la collaborazione tra scuola e famiglia nella prevenzione del disagio giovanile, inserendolo nel più ampio sistema di interventi coordinati previsto dalla nuova rete territoriale. Lo sport entra stabilmente nell’alleanza educativa, accanto alle istituzioni scolastiche e alle famiglie, assegnando un ruolo specifico anche alle associazioni e società sportive. La loro presenza nella rete territoriale punta a valorizzare lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale, favorendo la partecipazione dei giovani ad attività extrascolastiche e percorsi di aggregazione.
