Il disagio psicologico dei giovani: una emergenza da non sottovalutare
Francesco Vaia sottolinea l’importanza della prevenzione per il disagio psicologico dei giovani.

Il disagio psicologico dei giovani: una emergenza da non sottovalutare
Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e ex direttore generale della prevenzione sanitaria, ha sottolineato durante un’intervista su RTL 102.5 che il disagio psicologico dei giovani rappresenta una vera emergenza. L’esperto ha evidenziato come il periodo 2018-2022 abbia visto un aumento significativo delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico, un fenomeno che ha suscitato preoccupazione per la sua crescita. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, questa tendenza non è attribuibile al vaccino anti-Covid, ma riflette una maggiore consapevolezza e capacità diagnostica. Tuttavia, Vaia ha sottolineato che il problema va visto in un contesto più ampio, legato a una trasformazione profonda del disagio psicologico e dei bisogni legati al neurosviluppo.
La prevenzione è un principio condiviso, ma spesso non si traduce in azioni concrete. L’esperto ha sottolineato che è necessario lavorare per rendere operativo un piano sanitario nazionale dedicato al disagio mentale, un progetto che ha contribuito a realizzare quando era al Ministero. Tuttavia, il problema risiede nel fatto che le Regioni e i Comuni devono applicare tali iniziative in modo concreto. Vaia ha proposto misure come la formazione delle forze dell’ordine insieme ai soccorritori, la definizione di protocolli condivisi per gestire le crisi acute e la garanzia di un riferimento sociosanitario continuo per le persone e le loro famiglie. Queste azioni, se messe in atto, potrebbero contribuire a prevenire situazioni critiche e a migliorare la qualità della vita di chi vive con fragilità psichiche.
Un tema che riguarda tutta la società
Il disagio psichico non riguarda solo individui, ma interessa tutta la società. Vaia ha sottolineato che il tema della prevenzione deve coinvolgere scuola, famiglie, lavoro, abitare e servizi sociali. L’esperto ha ricordato che la legge Basaglia, che ha chiuso i manicomi e ha aperto una nuova stagione di cura e inclusione, è stata una conquista importante, ma non è bastata a risolvere tutti i problemi. Oggi, è necessario creare spazi protetti, percorsi di abitare assistito e supporto per le famiglie, spesso spaventate e prive di strumenti. La fragilità va prevenuta, e per farlo è necessario un impegno collettivo, che coinvolga tutti i settori della società.
Il periodo 2018-2022 ha visto un aumento significativo delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Questo fenomeno, pur legato a una maggiore consapevolezza, ha suscitato preoccupazione. L’esperto ha sottolineato che il lungo periodo di isolamento durante la pandemia ha prodotto conseguenze importanti, non solo individuali, ma anche sociali. L’uso e l’abuso dei social network e degli strumenti digitali ha portato a una forma di relazione sempre più chiusa, lontana dalla vita all’aria aperta e dall’incontro con gli altri. Questo è stato un errore grave che stiamo ancora pagando, e richiede una riflessione e un intervento concreto per evitare che tali situazioni si aggravino.
La prevenzione, come ha sottolineato Vaia, non è solo un concetto teorico, ma un’azione concreta che deve coinvolgere tutti i livelli della società. È necessario che le Regioni e i Comuni applichino i piani già predisposti, ma soprattutto che si crei una cultura di attenzione e di supporto verso chi vive con fragilità psichiche. Solo in questo modo si potrà affrontare il disagio psicologico dei giovani come una vera emergenza, e non come un problema marginale.
