Mario Roggero resta in carcere in attesa della grazia
Il gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni e nove mesi, attende la decisione sulla grazia mentre resta in carcere.
Mario Roggero, gioielliere condannato a 14 anni e nove mesi di reclusione per l’uccisione e il ferimento di tre rapinatori nel 2021, resta in carcere in attesa della grazia. Il tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta di differimento della pena, sottolineando che l’ipotesi di un intervento giudiziale in materia di grazia è «un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali». La moglie del commerciante, Mariangela Sandrone, aveva chiesto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di considerare l’età di Mario, i traumi subiti e la sua non pericolosità per la società. La famiglia non ha ricevuto alcuna risposta dal Quirinale sulla richiesta di grazia presentata il 17 luglio.
La Lega al fianco di Roggero
La Lega, attraverso il segretario Matteo Salvini, ha espresso «amarezza per il mancato differimento della pena», ma ha ribadito il sostegno al gioielliere. «Dispiace, penso che non sussista né il pericolo di fuga né di reiterazione del reato», ha detto Salvini, sottolineando l’importanza di permettere a Roggero di tornare con i figli e al suo negozio. La Lega ha annunciato un gazebo a Pontida per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali della famiglia. La Lega continuerà a essere al fianco del gioielliere, con l’auspicio che la sua permanenza in carcere non sia necessaria.
Le motivazioni del rigetto
Il collegio presieduto dal giudice Marco Viglino ha chiarito che il differimento della pena, in attesa della decisione del presidente della Repubblica, è un’ipotesi «quasi irrispettosa intrusione» nella prerogativa esclusiva del capo dello Stato. I giudici hanno sottolineato che il tribunale non può modificare la situazione in modo totale, parziale o condizionato. Inoltre, hanno rilevato che un periodo di pena sospeso potrebbe pregiudicare i benefici penitenziari in caso di concessione parziale della grazia. Il tribunale ha ritenuto che non ci sia legittimazione per un intervento sospensivo di natura giudiziale.
L’avvocato Stefano Marcolini ha confermato che Roggero «sta bene», compatibilmente con il regime carcerario. L’uomo ha un ufficio in carcere e può vedere moglie e figlie per sei ore al mese. La moglie ha rivolto un appello al presidente della Repubblica, chiedendo un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita con la famiglia. La famiglia attende con fiducia l’esame del Tribunale di sorveglianza di Milano il prossimo 16 settembre.
La delusione della Lega per la sorte di Roggero è stata espressa in una nota, che ha ribadito il rispetto per le decisioni della magistratura, ma ha sottolineato la necessità di permettere al gioielliere di tornare in libertà. La Lega ha anche confermato la sua vicinanza alla famiglia e il sostegno al giudice. La Lega continuerà a essere al fianco di Roggero, con l’auspicio che possa tornare in libertà il prima possibile.
