Scoperte 47 galassie nane con il Vst, nuove chiavi per comprendere l’universo

Scoperte 47 galassie nane con il Vst, nuove chiavi per comprendere l’universo

Un team internazionale di ricercatori, guidati dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), ha scoperto 47 candidate galassie nane nei dintorni delle galassie NGC 5068, NGC 5084 e NGC 5087, utilizzando il telescopio Vst in Cile. Queste galassie, quasi invisibili, sono state individuate grazie a immagini ottiche mai ottenute finora in questa porzione del cielo. Il lavoro, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, apre nuove prospettive per comprendere la struttura e l’evoluzione dell’universo.

Galassie nane: chiavi per il modello cosmologico

Le galassie nane, con massa pari a circa un miliardo di soli, sono le più abbondanti nell’universo. Tuttavia, a causa della loro bassa luminosità, è difficile individuarle. Queste scoperte, effettuate con il Vst, permettono di indagare le proprietà di queste piccole e debolissime galassie al di fuori del Gruppo locale. Studiare queste isole di stelle quasi invisibili non è solo collezionismo astronomico, spiega Crescenzo Tortora, ricercatore Inaf e principal investigator della survey Vst-Smash. È l’unico modo che abbiamo per risolvere alcuni dei grandi enigmi del modello cosmologico.

Il team ha misurato come il colore della galassia cambi in funzione della distanza dal centro: più rosso al centro e meno rosso verso la periferia, proprio come nella gran parte delle galassie nell’universo. Lo studio mostra che il profilo di luce di queste galassie non è molto ripido, diversamente da quello delle galassie ellittiche massive, e molto simile invece a quello delle galassie a disco. Questi dati sono coerenti con lo scenario in cui galassie come queste si formano attraverso un processo di “collasso monolitico”, un’ipotesi da confermare con osservazioni spettroscopiche future.

Metodologia manuale e profondità senza precedenti

Per cercare le galassie, il team non ha utilizzato algoritmi automatici, che avrebbero ignorato oggetti così deboli. La ricerca è stata fatta tramite una meticolosa ispezione visiva delle immagini da parte di tre autori in maniera indipendente. Le immagini, ottenute grazie all’alta qualità del Vst e alla sua camera OmegaCam, sono le più profonde mai registrate in questa area del cielo. «Grazie alle osservazioni profonde del Vst, abbiamo potuto non solo “vedere” meglio alcune galassie estremamente deboli, ma anche caratterizzare i loro profili di luce con un alto rapporto segnale-rumore», commenta Rossella Ragusa, ricercatrice post-doc Inaf e co-autrice dell’articolo. Ne è un esempio il confronto che abbiamo fatto con una delle nane nel campione, che era stata scoperta con dati meno profondi in un lavoro precedente: con i nostri dati abbiamo determinato le sue dimensioni e la forma del profilo di luce, principalmente nelle regioni più esterne e deboli della galassia, con maggiore precisione e accuratezza.

Le scoperte sono state fatte nell’ambito della survey Vst-Smash, progettata per includere tutte le galassie nel campo di osservazione del telescopio spaziale Euclid. Le primissime immagini di Euclid hanno già permesso di scoprire un’enorme quantità di galassie nane, e la prima data release, che sarà resa pubblica tra qualche mese, permetterà di rivelarne e caratterizzarne ancora di più. «Non vediamo l’ora di studiare gli stessi campi con gli occhi di Euclid, per poter confermare o aggiornare le nostre scoperte», conclude Tortora.