Concerto al Lavello: tra storia e mito, un viaggio nell’Ottocento operistico

Concerto al Lavello con opere di Verdi, Wagner e Bellini, tra storia e mito, 27 settembre 2026.

Il 27 settembre 2026, alle ore 16, nel Chiostro del Monastero di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte, si terrà il concerto “Tra storia e mito: capolavori operistici dell’Ottocento”, organizzato in collaborazione con la Filarmonica Giuseppe Verdi di Lecco e il Liceo musicale Grassi di Lecco. L’evento, inserito nel progetto “Opera diffusa”, propone un viaggio attraverso le opere di Verdi, Wagner, Auber e Bellini, con un focus su temi come libertà, identità nazionale e passione romantica. Il concerto è a ingresso libero e non richiede prenotazione.

Un itinerario tra musica e storia

Il programma del concerto si articola come un percorso attraverso l’Ottocento musicale, mettendo in relazione il melodramma con la storia, la cultura romantica e le idee di nazione e libertà. L’evento si propone come una riscoperta della funzione divulgativa delle bande musicali, che nel passato portavano le melodie dell’opera anche al di fuori dei grandi teatri. L’idea è di avvicinare il pubblico al patrimonio lirico italiano, valorizzando il ruolo del territorio come luogo di cultura e crescita.

Il concerto si sviluppa attraverso brani che raccontano storie di ribelli, passioni e identità nazionale.

Verdi e il coro: voce di una collettività

Il percorso musicale inizia con la Sinfonia dal Nabucco e la marcia e coro “Si ridesti il leon di Castiglia” dall’Ernani. Questi brani, ricchi di energia e di significato, rappresentano un momento chiave del repertorio verdiano. Il coro, in particolare, è visto come una forma efficace per esprimere sentimenti collettivi, con melodie incisive e immediatamente riconoscibili. Il coro verdiano è stato spesso associato al sentimento patriottico, ma la ricerca storica ha mostrato come molte interpretazioni siano state costruite successivamente, attraverso i processi di ricezione e interpretazione del pubblico. Un esempio emblematico è “Les vêpres siciliennes”, che dovette essere modificata per poter essere rappresentata in Italia, con un cambio di titolo e di luogo d’azione. Questo caso mostra come le opere di Verdi, pur essendo state interpretate come espressioni del Risorgimento, hanno anche un’origine più complessa e articolata.

Da Verdi a Wagner e Bellini: un viaggio tra miti e storie

Il concerto prosegue con due celebri pagine dal “Tannhäuser” di Richard Wagner: il Coro dei Pellegrini e la Marcia. Con Wagner, il percorso esce dai confini italiani e si avvicina alla cultura tedesca. Il protagonista, Tannhäuser, è una figura del Medioevo, poeta e cantore, che rappresenta un’altra dimensione del romanticismo. L’opera si ispira alla riscoperta del patrimonio storico e mitico, un aspetto fondamentale della cultura romantica europea.

Una parentesi di leggerezza è rappresentata dall’Ouverture del “Fra Diavolo” di Daniel Auber, che si ispira alla figura storica di Michele Pezza. La conclusione del concerto è affidata alla Sinfonia dalla “Norma” di Vincenzo Bellini, che riporta il pubblico nell’antichità e nel mondo del mito. La vicenda di Norma unisce dimensioni private e collettive, passione individuale e aspirazione alla libertà. Attraverso Verdi, Wagner, Auber e Bellini, il concerto propone non solo una successione di brani celebri, ma un viaggio nell’immaginario dell’Ottocento, un secolo in cui storia, mito, identità nazionale e libertà si incontrano sulla scena dell’opera e nella musica che ancora oggi parla al pubblico.