La sanità in Calabria si blocca per abitudini obsolete e mancanza di risorse

La sanità in Calabria si blocca per abitudini obsolete e mancanza di risorse, segnalate dalla Corte dei Conti.

Pazienti che fuggono, mancanza di personale e ritardi nei pagamenti, la sanità in Calabria si blocca
Pazienti che fuggono, mancanza di personale e ritardi nei pagamenti, la sanità in Calabria si blocca

La sanità in Calabria continua a essere un problema strutturale, con abitudini obsolete che ostacolano il funzionamento del sistema. La Corte dei Conti ha evidenziato come la regione mantenga comportamenti non sostenibili, come l’uso eccessivo di anticipazioni di denaro e la mancanza di risorse finanziarie necessarie per garantire un servizio sanitario efficiente. La situazione, pur migliorando in alcuni aspetti, rimane critica, con effetti diretti sui pazienti e sul personale. La regione, pur avendo accesso a fondi come quelli del Pnrr, non riesce a utilizzarli in modo efficace, causando ritardi e inefficienze.

La fuga dei pazienti e il costo economico

La mobilità passiva dei pazienti, cioè quelli che scelgono di curarsi fuori regione, rappresenta un problema persistente. La Corte dei Conti ha stimato un costo di 326,9 milioni di euro per questa fuga, un dato che si è consolidato negli anni. I motivi principali sono i tempi di attesa troppo lunghi, la scarsa organizzazione e la mancanza di fiducia nel sistema sanitario locale. La regione ha tentato di risolvere il problema con accordi con altre regioni, come l’Emilia-Romagna, e con investimenti in digitalizzazione e supporto economico per pazienti oncologici e caregiver. Tuttavia, le iniziative non hanno risolto la situazione, ma solo ridotto i sintomi.

La mancanza di personale e l’uso eccessivo di contratti a tempo determinato continuano a essere un problema. La regione ha aumentato il numero di dipendenti nel sistema sanitario, ma il numero di medici è in calo, con nuovi assunti inferiori ai pensionamenti. Questo crea un sistema in regime di emergenza, dove la mancanza di risorse umane si fa sentire soprattutto in estate. La Corte dei Conti ha sottolineato come la regione non abbia ancora risolto le criticità, nonostante le iniziative messe in atto negli ultimi anni.

Le discrepanze nel Pnrr e la formazione del personale

Il Pnrr, sebbene abbia portato alcuni miglioramenti, non ha risolto i problemi strutturali. I dati relativi ai progetti finanziati non sono aggiornati e si riferiscono al 2025. La regione ha spiegato i ritardi dicendo che le ditte incaricate da Invitalia non erano adeguate, causando criticità durante la realizzazione dei progetti. Inoltre, i corsi di formazione finanziati da fondi Pnrr, destinati a 3,1 milioni di euro per il personale ospedaliero, hanno visto un partecipazione limitata: su 11mila iscritti, solo 8mila e 900 hanno completato il percorso, e solo 140 hanno terminato il periodo di formazione. Un dato troppo basso e anomalo, che indica una scarsa utilizzazione delle risorse.

La Corte dei Conti ha segnalato un aumento del 600% degli interessi derivanti dalle anticipazioni di denaro. Solo quegli interessi che la Regione matura sulle anticipazioni di denaro necessario a mandare avanti l’intero apparato. Un segnale “preoccupante”, segnala la Corte dei conti – perché è un segnale di inefficienza. Che “rischia di erodere le risorse straordinarie che sono previste ed assegnate per supportare il risanamento economico del servizio sanitario regionale”. La Regione intanto continua a mostrare le sue debolezze.