Sanità pescarese in emergenza: “Basta promesse, servono interventi immediati”
Sanità pescarese in emergenza: “Basta promesse, servono interventi immediati” per il Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”.

La sanità pescarese si trova in una situazione di grave emergenza, con un sistema ospedaliero al collasso e un’organizzazione sanitaria inadeguata. Domenico Pettinari, presidente del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”, insieme a Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea, ha denunciato in una conferenza stampa davanti all’Ospedale Santo Spirito di Pescara la situazione di crisi e ha chiesto un cambio di rotta immediato. La protesta, sostenuta da numerosi cittadini, ha visto l’affermazione che le promesse non bastano più e che servono interventi concreti per salvaguardare la salute della popolazione.
Emergenza sanitaria e criticità strutturali
La situazione è ormai fuori controllo, con un sistema sanitario che non riesce più a rispondere alle esigenze della popolazione. Le cause sono note da tempo: posti letto insufficienti, personale carente, assenza di strutture di lungodegenza per gli anziani non autosufficienti, servizi territoriali indeboliti e una programmazione sanitaria completamente inadeguata. Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pescara rappresenta la fotografia più drammatica di questo fallimento, con pazienti costretti a rimanere sulle barelle per giorni in attesa di un posto letto.
La sanità pescarese non è più una situazione eccezionale, ma una normalità quotidiana.
Le criticità non si fermano al Pronto Soccorso. Arrivano segnalazioni e testimonianze preoccupanti anche da altri reparti altamente specialistici, tra cui la Terapia Intensiva Pediatrica, dove vengono curati bambini affetti da patologie gravissime. Anche qui emergono difficoltà legate alla carenza di personale e all’enorme pressione cui sono sottoposti gli operatori sanitari. È impensabile che un reparto così delicato, dove ogni minuto può fare la differenza, debba lavorare in condizioni di costante emergenza.
Un sistema in crisi e una discriminazione sociale
La discriminazione sociale colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione, con migliaia di cittadini che si trovano a scontrarsi con liste d’attesa interminabili. Per una visita specialistica o un esame diagnostico si attendono mesi, talvolta oltre un anno. Chi ha possibilità economiche si rivolge al privato, mentre chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. La politica regionale e comunale non può continuare a scaricare responsabilità o a minimizzare ciò che sta accadendo.
La salute non è una voce di bilancio da sacrificare, ma un diritto costituzionale.
Il progressivo svuotamento degli ospedali di Penne e Popoli ha finito per concentrare migliaia di utenti sull’Ospedale di Pescara, ormai incapace di assorbire un carico assistenziale sempre più elevato. La medicina territoriale è stata progressivamente smantellata, con distretti sanitari sempre più deboli. Questo ha portato a una situazione in cui tutto finisce inevitabilmente sull’ospedale, aggravando una situazione già esplosiva. La sanità pescarese merita rispetto. I cittadini meritano rispetto. Adesso basta. È arrivato il momento che chi governa si assuma finalmente le proprie responsabilità e restituisca dignità, efficienza e sicurezza al sistema sanitario della nostra provincia.
