Arianna Tomasi: sulle orme di don Gigi in Brasile per un mese di volontariato

Ventenne bolzanina vive un mese in Brasile, sulle orme di don Gigi, per supportare il Centro Dom Hélder Câmara.

Giovane volontaria in Brasile, accompagnata da don Gigi, lavora con famiglie in favela per promozione umana
Giovane volontaria in Brasile, accompagnata da don Gigi, lavora con famiglie in favela per promozione umana

Arianna Tomasi, ventenne bolzanina, vivrà un mese in Brasile, a Fortaleza, accanto alle famiglie della favela Geniba, sulle orme di don Gigi, missionario che ha dedicato quasi cinquant’anni alla promozione umana. La scelta di Arianna, studentessa universitaria alla Claudiana, nasce da un desiderio che si è fatto sempre più forte nel tempo. Quando da bambina sentiva parlare di povertà e di bambini con possibilità completamente diverse dalle sue, qualcosa dentro di lei si muoveva. Oggi, quel sentimento si concretizza in un’esperienza di volontariato internazionale, che assume un significato ancora più profondo dopo la scomparsa del missionario.

Un legame che va oltre la morte

Don Pierluigi Sartorel, per tutti semplicemente don Gigi, ha dedicato quasi cinquant’anni della sua vita agli ultimi nelle favelas del Brasile. NATO a Bolzano nel 1947 e ordinato sacerdote nel 1973, dopo quattro anni trascorsi a Laives ha scelto di partire come missionario “fidei donum” per il Brasile. Dal 1977 il Sudamerica è diventato la sua casa. Il suo lavoro è stato riconosciuto anche dalla città di Fortaleza, che gli ha conferito un’onorificenza per il servizio svolto per comunità.

Don Gigi ha sempre lavorato perché la Parola di Dio fosse accompagnata da un impegno concreto nella promozione umana. È stato direttore del Centro Biblico Cebi di Fortaleza, ha coordinato gli incontri dei missionari italiani in Brasile e ha promosso progetti educativi, percorsi di formazione, attività culturali e sociali, sostenendo chi viveva nelle situazioni più difficili. Il suo non è stato un semplice viaggio, ma un percorso iniziato molto tempo fa e che oggi assume un significato ancora più profondo.

Un’esperienza che si realizza

La missione continua, anche dopo la sua scomparsa. Il 17 maggio scorso, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: don Gigi è morto dopo un breve periodo di malattia, pochi giorni prima del rientro previsto in Italia. La sua scomparsa ha colpito profondamente le comunità di Bolzano e Laives, dove il sacerdote aveva lasciato un ricordo indelebile. Arianna, però, ha deciso di portare avanti l’opera iniziata insieme a don Gigi, grazie al sostegno di Ana Cristina, storica collaboratrice del sacerdote e oggi presidente del Centro Dom Hélder Câmara.

Il Centro Dom Hélder Câmara, che continua a operare quotidianamente nella favela di Genibaú, offre percorsi educativi, assistenza e opportunità di crescita a centinaia di persone. I fondi raccolti saranno destinati alle attività del Centro, che ogni giorno accoglie oltre trecento famiglie, offrendo un’alternativa concreta alla vita di strada, alla violenza e all’emarginazione. La missione di Arianna, accompagnata da Ana Cristina, è un modo per continuare l’impegno di don Gigi, che ha sempre creduto nella potenza del lavoro concreto per gli ultimi.

Prima di partire, Arianna trascorrerà alcuni giorni a Salvador de Bahia, ospite della Casa del Sol, struttura dedicata al missionario altoatesino Luis Lintner. Anche qui il lavoro è rivolto sopratto ai bambini dei quartieri più poveri, attraverso attività educative, artistiche, musicali e sportive che rappresentano un’alternativa concreta alla vita di strada. Il viaggio è accompagnato anche da una raccolta fondi nata per sostenere i progetti di don Gigi, che oggi assume un significato ancora più forte: permettere che il lavoro costruito in quasi mezzo secolo di missione possa continuare a vivere.