Ricorso per revoca ergastolo a Innocent Oseghale: la madre di Pamela Mastropietro: «Non c’è giustizia»

Ricorso in Cassazione per revoca ergastolo a Innocent Oseghale: la madre di Pamela Mastropietro esprime disperazione e chiede giustizia.

Ricorso per revoca ergastolo a Innocent Oseghale: la madre di Pamela Mastropietro: «Non c’è giustizia»
Ricorso per revoca ergastolo a Innocent Oseghale: la madre di Pamela Mastropietro: «Non…

Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, si sente abbandonata e non rispetata dopo la notizia del ricorso straordinario presentato in Cassazione per la revoca dell’ergastolo a Innocent Oseghale. La donna, che ha seguito per anni l’iter giudiziario, esprime profonda disperazione. «Non so a cosa servano le manifestazioni come quella del 25 novembre se poi, per le vittime di violenza, e il caso di mia figlia è un unicum, non c’è alcun riguardo», dice, sottolineando il dolore e la frustrazione accumulati negli anni. La madre, convinta fin dall’inizio che ci siano complici, non si aspettava un ritorno davanti alla Corte di Cassazione.

Un caso non risolto e un dolore senza fine

Il corpo di Pamela, diciottenne che si era allontanata da una comunità di Corridonia (Macerata), fu ritrovato smembrato in due trolley il 30 gennaio 2018. La madre, che ha pagato con la salute il dolore, racconta di non aver mai smesso di lottare per la verità. «Dopo sei anni e dieci mesi arriva questa nuova batosta, è troppo: non c’è rispetto per le vittime e per le famiglie delle vittime», aggiunge. La donna, convinta che ci siano almeno quattro complici, tra cui persone italiane menzionate in alcune intercettazioni, sottolinea che «non sono state identificate».

La famiglia, stancha di non trovare giustizia, chiede rispetto per le vittime.

La madre ha dato vita a un’associazione di volontariato intitolata alla memoria di Pamela, ma non si aspettava un ritorno davanti alla Corte di Cassazione. «È la conferma che, dietro alla morte di Pamela, c’è qualcosa di più grosso», sostiene. La difesa chiede che la Corte adotti provvedimenti per correggere l’errore e si pronunci sul ricorso contro la sentenza, annullandola. La famiglia, però, continua a sperare in una giustizia che non abbandoni le vittime e le loro famiglie.

Un ricorso che mette in discussione la sentenza definitiva

Il ricorso straordinario, presentato dai legali di Oseghale, mira a escludere la violenza sessuale come reato e aggravante dalle accuse che hanno portato alla condanna a ergastolo. Gli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia sostengono che la Corte avrebbe commesso un errore materiale nella lettura degli atti, ritenendo che Oseghale avesse ceduto direttamente l’eroina a Pamela all’interno della casa di via Spalato 124. Secondo la difesa, l’imputato sarebbe stato solo un intermediario tra un amico pusher e la vittima.

La difesa chiede che la Corte corregga l’errore e annulli la sentenza.

L’udienza per discutere il ricorso è prevista per il 16 gennaio, un momento che per la madre sembra tornare indietro nel tempo, dopo anni di battaglie e dolore. «Siamo stanchi», conclude Alessandra Verni. «Parlano di carceri, di rieducazione, parlassero anche di tutela e di diritti delle vittime e delle loro famiglie, di certezza delle pene, dure e senza sconti per chi commette delitti efferati, omicidi volontari e violenza». La famiglia, però, continua a sperare in una giustizia che non abbandoni le vittime e le loro famiglie.