Primo leone marino australiano positivo all’influenza aviaria: preoccupazione per il contagio
Primo caso di leone marino australiano positivo all’influenza aviaria: preoccupazione per il contagio e monitoraggio intensificato.
Un leone marino australiano è risultato positivo all’influenza aviaria H5, segnando un primo caso nella fauna selvatica del Paese. L’evento, registrato a Seal Bay sull’isola di Kangaroo Island, ha suscitato preoccupazione tra gli esperti, che temono un potenziale contagio all’interno delle colonie. L’animale è stato identificato durante una campagna di monitoraggio condotta dal Department of Primary Industries and Regions South Australia (PIRSA), che ha rilevato la presenza del virus in diverse specie, tra cui una sterna crestata maggiore e un pinguino. L’episodio rappresenta un nuovo elemento per le autorità impegnate nel controllo della diffusione del virus.
Monitoraggio e prevenzione del contagio
Nonostante non sia stata ancora documentata una diffusione dell’H5 all’interno della colonia, le autorità stanno osservando con attenzione la possibilità che il virus possa raggiungere altri individui attraverso il contatto tra animali. L’attenzione è rivolta soprattutto alle popolazioni di leoni marini, che vivono in aree protette come Seal Bay, una delle più importanti colonie del Paese. La sorveglianza epidemiologica assume un ruolo centrale per comprendere l’estensione della circolazione del virus e proteggere le specie selvatiche già sottoposte a pressioni ambientali.
La preoccupazione nasce dal fatto che il virus potrebbe diffondersi tra gli animali della stessa colonia.
Il caso di Seal Bay aggiunge un nuovo tassello alla sorveglianza dell’influenza aviaria in Australia Meridionale, con un’attenzione particolare alle popolazioni di leoni marini. L’H5, pur associato principalmente agli uccelli, ha mostrato la capacità di interessare anche mammiferi esposti al virus. A oggi, i casi confermati in Australia Meridionale sono saliti a 290 su 2.148 test effettuati dal 1° gennaio 2026. Gli accertamenti hanno riguardato soprattutto la fauna selvatica, senza segnalare casi negli allevamenti avicoli o in altri animali da allevamento.
Un quadro più ampio di diffusione
Il coinvolgimento del leone marino si inserisce in un quadro più ampio, in cui l’influenza aviaria H5 ha coinvolto nuove specie animali. L’ultimo caso registrato a Seal Bay rappresenta un elemento chiave per le autorità impegnate nel monitoraggio della circolazione del virus nella fauna selvatica. La possibilità di individuare tempestivamente eventuali nuovi casi è cruciale per comprendere l’evoluzione della situazione e garantire la protezione delle specie.
Le autorità australiane hanno invitato la popolazione a non avvicinarsi agli animali selvatici malati o morti.
Per la salute umana, il rischio viene attualmente considerato basso, ma la raccomandazione resta quella di evitare il contatto diretto con animali potenzialmente infetti. L’attenzione è rivolta anche a nuovi casi che potrebbero verificarsi, con un monitoraggio intensificato per scongiurare ulteriori diffusione del virus. Il caso di Seal Bay rappresenta un elemento di grande rilevanza per la protezione delle colonie di leoni marini e per la salute della fauna selvatica nel Paese.
