Pontile di Villa Geno: 8 operatori segnalano rischi quotidiani e chiedono interventi urgenti
Operatori segnalano rischi quotidiani al pontile di Villa Geno, chiedono interventi urgenti e verifiche tecniche.

Il pontile “Villa Margherita”, località Villa Geno, Comune di Como, aperto al pubblico dal 1° settembre 2026, è al centro di un esposto presentato da otto operatori che segnalano criticità e rischi quotidiani. L’impianto, finanziato e gestito da soggetti pubblici, è stato oggetto di una relazione tecnica dell’ingegnere Aldo Gatti, che ha evidenziato la non idoneità della struttura a garantire la sicurezza degli utenti. Il rischio non è più prospettico, ma attuale e quotidiano, con conseguenze potenzialmente gravi per chi vi accede.
condizioni di sicurezza e utilizzo
L’esposto, inviato a enti come la Prefettura di Como, l’Autorità di Bacio del Lario e dei laghi minori, l’Ente Nazionale per l’aviazione civile e i vigili del Fuoco, sottolinea come il sistema di ormeggio e la collocazione del pontile non siano sufficienti a garantire la sicurezza. L’ingegnere Gatti ha evidenziato che anche con un utilizzo limitato a due imbarcazioni contemporanee, il comportamento dinamico della struttura potrebbe portare a incidenti. Inoltre, i corrimano non proteggono adeguatamente dagli scivolamenti e le condizioni di accesso non sono state verificate direttamente, ma solo attraverso fotografie satellitari e immagini da distanza.
Il rischio non è più prospettico, ma attuale e quotidiano. L’ingegnere ha anche segnalato che il sistema addebita €10,00 per ogni imbarco e sbarco, con addebito immediato sul wallet all’atto della prenotazione. La prenotazione decade se l’unità non si presenta nell’ora prescelta, con perdita del turno e dell’importo. L’art. 11 impone che le operazioni si svolgano «nel minor tempo tecnicamente necessario» e ammette due operazioni consecutive, ma non sembra sufficiente a garantire la sicurezza in un contesto di utilizzo intenso.
procedura e accesso al pontile
Un altro aspetto critico riguarda l’accesso al pontile. L’ingegnere Gatti, iscritto all’albo e costruttore navale, non è stato consentito di effettuare un sopralluogo diretto, ma ha dovuto ricavare le dimensioni della struttura da fotografie e ricorrere all’immersione di un sommozzatore per ricostruire lo schema di ancoraggio. La simulazione di accosto è stata eseguita senza sbarco, limitando la possibilità di valutare direttamente le condizioni di sicurezza. Questo ha reso impossibile una valutazione completa e precisa della struttura.
La struttura è stata sottratta all’esame di un tecnico incaricato. L’esposto segnala che un’infrastruttura aperta al pubblico, finanziata e gestita da soggetti pubblici, i cui parametri di sicurezza devono essere conoscibili dagli utenti e dagli operatori che ne rispondono, è stata sottratta all’esame di un tecnico incaricato dagli operatori medesimi. L’ingegnere ha potuto ricostruire lo schema di ancoraggio solo attraverso l’immersione di un sommozzatore, senza poter effettuare un sopralluogo diretto. Le richieste degli operatori includono la sospensione dell’esercizio in attesa di accertamenti, la verifica dell’idoneità dello specchio d’acqua di manovra e la regolamentazione delle precedenze rispetto alle rotte del servizio di linea. L’Autorità di Bacino dovrà valutare se il volume di traffico atteso possa essere sostenuto dal sistema attuale, tenendo conto delle attese in acqua generate dal sistema di prenotazione oraria. L’obiettivo è evitare ulteriori nocumenti economici e garantire la sicurezza del pubblico.
