Paraguay, il presidente Peña arrestato dopo l’impeachment per il caso Ueno Bank

Il presidente paraguaiano Santiago Peña è stato arrestato dopo l’impeachment per il caso Ueno Bank, che ha scatenato una crisi istituzionale e giudiziaria senza precedenti nel Paese.

Il presidente paraguaiano Santiago Peña è stato arrestato dopo essere stato destituito dal Congresso attraverso un impeachment all’unanimità per il caso Ueno Bank, un’indagine che ha scatenato una crisi politica e giudiziaria senza precedenti nel Paese. L’evento ha segnato un momento di profonda instabilità, con il presidente costretto agli arresti domiciliari e il vicepresidente Pedro Alliana che ha preso il suo posto come capo del governo ad interim. L’impeachment, approvato con 78 voti favorevoli, ha reso inutilizzabile l’immunità parlamentare che Peña avrebbe potuto ottenere con le dimissioni, aprendo la strada a un’inchiesta penale. L’episodio ha suscitato proteste e tensioni all’interno del Partito Colorado, con il rischio di ulteriori conseguenze giudiarie per il presidente e per altri esponenti del governo.

Il caso Ueno Bank e le accuse

Il caso Ueno Bank, la principale banca paraguaiana, ha scatenato l’indagine che ha portato all’impeachment del presidente. La banca è crollata improvvisamente a causa di una crisi di solvibilità, lasciando quasi tre milioni di correntisti senza accesso ai propri fondi. L’Autorità monetaria ha congelato i conti e le operazioni, ma la vicenda ha assunto una dimensione politica a causa dei rapporti tra la banca e ambienti vicini a Peña. L’ex presidente è accusato di abuso di fiducia, “lesión de confianza”, un reato paraguaiano che punisce la gestione irregolare di risorse altrui. Le accuse riguardano anche la gestione irregolare di fondi pubblici e pensionistici depositati presso Ueno, nonché il mancato rispetto dei limiti previsti per tali depositi. Peña rischia fino a 5 anni di carcere, con l’ipotesi di un massimo di 10 anni in caso di aggravanti.

La crisi politica e la successione istituzionale

La crisi ha avuto un impatto profondo sul sistema politico paraguaiano, con il presidente costretto a dimettersi e successivamente destituito. Il Congresso ha rifiutato di concedere l’immunità parlamentare, permettendo così l’apertura di un’indagine penale. Il vicepresidente Pedro Alliana ha preso il posto di Peña, ma è anch’egli indagato per il caso Ueno. La successione istituzionale ha portato a proteste e tensioni all’interno del Partito Colorado, con il rischio di ulteriori divisioni. Il governo ad interim dovrà affrontare la gestione della crisi, non solo politica ma anche finanziaria, con l’obiettivo di garantire il rimborso dei depositanti e prevenire effetti a catena sul sistema bancario.

Le autorità dovranno stabilire se le accuse sulla gestione di Ueno possano tradursi in responsabilità penali personali e se esistano elementi sufficienti per portare l’ex presidente davanti a un tribunale. La Procura ha aperto diverse indagini, coinvolgendo anche il vicepresidente e altri esponenti del governo. L’inchiesta proseguirà anche per Peña, che dovrà affrontare le accuse senza l’immunità parlamentare. Un provvedimento analogo è stato adottato nei confronti dell’ex ministro dell’Economia Carlos Carvallo. Il caso Ueno Bank rappresenta un momento di profonda instabilità per il Paraguay, con conseguenze che potrebbero estendersi a lungo termine per l’intero sistema politico e finanziario del Paese.

Il presidente ha chiesto al Senato 72 ore di tempo per preparare la propria difesa, sostenendo di aver ricevuto soltanto poche ore prima un atto d’accusa di 15 pagine accompagnato da circa 300 pagine di documentazione. La richiesta è stata respinta. La Procura ha disposto la sua detenzione nell’ambito dell’inchiesta sul caso Ueno, contestandogli in particolare ipotesi legate alla gestione e alla supervisione dell’istituto. L’ex presidente è stato posto agli arresti domiciliari, mentre l’indagine penale prosegue. Il governo dovrà affrontare la gestione della crisi, non solo politica ma anche finanziaria, con l’obiettivo di garantire il rimborso dei depositanti e prevenire effetti a catena sul sistema bancario.