New Zealand intensifica patti di difesa nel Pacifico per contrastare influenza cinese
New Zealand firma patti di difesa con Papua Nuova Guinea e altri paesi per contrastare influenza cinese

Il governo neozelandese ha siglato tre accordi di difesa nel Pacifico negli ultimi mesi, con l’obiettivo di limitare l’influenza crescente della Cina nella regione. L’azione si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per l’espansione delle relazioni di sicurezza cinesi con stati del Pacifico, come il Solomon Islands, dove la Cina ha firmato un accordo di sicurezza nel 2022. L’espansione delle relazioni di difesa tra Wellington e i paesi del Pacifico, tra cui Papua Nuova Guinea, Cook Islands e potenzialmente Fiji, segna un cambiamento nella politica estera neozelandese, volta a rafforzare la collaborazione regionale e a ridurre la dipendenza da alleanze tradizionali.
Un’azione coordinata per contrastare l’influenza cinese
Analisti come Estelle Denton-Townshend, docente di sicurezza internazionale all’Università di Waikato, hanno sottolineato che i trattati di sicurezza nel Pacifico mirano a impedire alla Cina di stabilire accordi di difesa con gli Stati insulari. “Le relazioni di sicurezza nel Pacifico sono un tentativo di garantire che la Cina non possa instaurare accordi di difesa con gli Stati del Pacifico”, ha detto Denton-Townshend. L’ultimo accordo, firmato il 22 luglio a Port Moresby tra il ministro della Difesa neozelandese Chris Penk e il suo omologo papuano Elias Kapavore, prevede l’espansione della sorveglianza marittima congiunta, esercitazioni militari e scambi di personale. Questo accordo rappresenta un ulteriore passo nella strategia di Wellington per rafforzare la sua presenza nel Pacifico.
La Cina, pur rifiutando accuse di costruire un’area di influenza, ha sottolineato che la sua collaborazione con i paesi del Pacifico si basa su rispetto reciproco, bisogni di sviluppo e sovranità. Tuttavia, l’espansione delle relazioni di sicurezza cinesi ha spinto molti Stati del Pacifico a cercare alternative, come la cooperazione con l’Australia e la Nuova Zelanda. L’espansione delle relazioni di difesa tra Wellington e i paesi del Pacifico rappresenta un’azione strategica per ridurre la dipendenza da alleanze tradizionali e rafforzare la posizione regionale.
Un’alleanza regionale in crescita
La collaborazione tra i paesi del Pacifico si è intensificata negli ultimi mesi, con l’obiettivo di creare una rete di sicurezza più solida. Il 22 aprile, le Isole Cook hanno scelto Wellington come primo porto di chiamata per questioni di difesa, anticipando la Cina. Questo segnale di solidarietà ha rafforzato la posizione di Wellington nel contesto di un’espansione cinese nel settore della sicurezza. Inoltre, il primo ministro Christopher Luxon ha espresso interesse nell’unirsi a un’alleanza tra Australia e Fiji, indicando che la strategia neozelandese nel Pacifico non è ancora conclusa.
Il governo neozelandese ha anche risposto alla crescente influenza cinese sospendendo parte del proprio piano di aiuti alle Isole Cook, affermando che non erano state sufficientemente consultate. Questo segnale di distanza ha ulteriormente rafforzato la posizione di Wellington nel contesto di un’espansione cinese nel settore della sicurezza. L’attenzione alla politica USA è crescente, con analisti come Robert Patman, professore di relazioni internazionali all’Università di Otago, che ha sottolineato come la politica di Trump, con le sue politiche tariffarie e la sua retorica anti-cinese, abbia indebolito la posizione degli Stati Uniti come alleato affidabile. La Nuova Zelanda, attraverso una politica estera sempre più attiva, cerca di bilanciare la crescente influenza cinese con una collaborazione regionale più stretta. L’espansione delle relazioni di difesa nel Pacifico rappresenta un’azione strategica per garantire la sicurezza e l’indipendenza del paese in un contesto geopolitico in rapida evoluzione.
La politica estera neozelandese si espande anche verso l’Europa
In maggio, New Zealand e l’Unione Europea hanno tenuto i loro primi scambi formali su sicurezza e difesa a Wellington, aggiungendo un ulteriore strato alla politica estera del paese, sempre più orientata a una collaborazione globale. Questo segnale di apertura ha ulteriormente ampliato la gamma di partnership del paese, rafforzando la sua posizione nel contesto di un’espansione cinese nel settore della sicurezza.
