Stipendi delle donne nel metalmeccanico: gap retributivo del 12% secondo Fiom
Differenze retributive tra uomini e donne nel settore metalmeccanico: gap del 12% secondo studio Fiom.
Nel settore metalmeccanico italiano, le donne guadagnano in media il 12% in meno rispetto agli uomini, secondo un nuovo studio della Fiom, la federazione dei metalmeccanici della Cgil. L’analisi, basata sui rapporti periodici del biennio 2024-2025, ha evidenziato un divario retributivo che persiste nonostante le politiche di uguaglianza. Le donne rappresentano il 21,5% del totale dei dipendenti, ma ricevono solo il 19,6% del monte retributivo annuo lordo complessivo, un dato che conferma una situazione di disuguaglianza persistente. Il gap retributivo, calcolato a parità di ambito lavorativo, si attesta al 12%, con un’importante componente legata all’uso del lavoro part time e del lavoro agile.
Gap retributivo e differenze di genere
Le donne sono maggiormente rappresentate nel lavoro part time, con il 12,2% di contratti a tempo parziale rispetto al 1,3% degli uomini. Questo fattore contribuisce in parte alla minore retribuzione media delle donne. Inoltre, il lavoro agile è più diffuso tra le donne, con il 37,1% che lo adotta, rispetto al 23,5% degli uomini. Queste differenze di utilizzo del lavoro part time e del lavoro agile influenzano significativamente il gap retributivo. L’analisi ha anche sottolineato il diverso uso del lavoro part time nel settore, che si traduce in un’importante componente del divario.
Salario strutturale e accessorio: dove nasce il divario
La Fiom ha distinto tra salario strutturale e salario accessorio per analizzare meglio le cause del divario. Il salario strutturale, definito dalla contrattazione collettiva, mostra un gap del 8,5%, legato a differenze di inquadramento e uso del part time. Il divario aumenta invece sul salario accessorio, che include premi, bonus e altre voci variabili, con un gap del 23,6%. Questa componente, spesso determinata in modo unilaterale dalle aziende, rappresenta una parte significativa del gap retributivo.
La segretaria nazionale della Fiom, Barbara Tibaldi, ha sottolineato che la contrattazione genera uguaglianza e che il rafforzamento dei contratti collettivi è una leva chiave per ridurre il divario. In particolare, nei grandi gruppi industriali il gap si riduce all’8,3%, grazie a una contrattazione integrativa consolidata. La presenza di una contrattazione più strutturata sembra ridurre il divario di genere. Tibaldi ha espresso soddisfazione per questa tendenza, sottolineando l’impegno della Fiom a combattere il divario di genere.
Il lavoro agile e il part time, sebbene offrano flessibilità, non sembrano ridurre il gap retributivo, anzi, contribuiscono a mantenerlo. La Fiom ha chiesto un maggiore controllo e monitoraggio dei dati retributivi, nonché un rafforzamento della contrattazione collettiva per garantire un salario giusto a tutti i lavoratori, indipendentemente dal genere. L’analisi ha anche evidenziato che il divario è più alto sui premi e più basso nei grandi gruppi, dove la contrattazione integrativa ha un impatto positivo. Le donne, pur rappresentando il 21,5% del totale dei dipendenti, ricevono solo il 19,6% del monte retributivo annuo lordo complessivo. Questo dato conferma una situazione di disuguaglianza persistente nel settore metalmeccanico. La Fiom ha ribadito l’impegno a combattere il divario di genere, sottolineando l’importanza della contrattazione collettiva e degli strumenti di monitoraggio per garantire un salario equo a tutti i lavoratori.
