Monza si prepara al futuro: il 2044 arriva con nuove sfide

Monza estende la concessione fino al 2044, ma il futuro del Gran Premio dipende da 40 milioni di investimenti entro il 2027.

L'autodromo di Monza si prepara a nuove opere, con l'estensione della concessione fino al 2044 e l'obiettivo di completare 40 milioni di investimenti entro il 2027
L’autodromo di Monza si prepara a nuove opere, con l’estensione della concessione fino al 2044 e l’obiettivo di completare 40 milioni di investimenti entro il 2027

Monza si prepara a un futuro lungo diciotto anni, con la concessione dell’Autodromo Nazionale estesa fino al 31 dicembre 2044. L’annuncio, reso pubblico il 4 agosto, apre la strada a un nuovo rinnovo del Gran Premio d’Italia, che attualmente ha un contratto con la Formula 1 in scadenza nel 2031. L’estensione della concessione, però, non risolve tutte le questioni: il futuro del circuito dipende da 40 milioni di investimenti da completare entro il Gran Premio del 2027, con un piano di opere che trasformerà l’impianto e il paddock in un cantiere. La sfida è grande, ma Monza non si ferma.

Un contratto d’affitto lungo diciotto anni

La struttura giuridica dell’autodromo è complessa: il circuito si trova all’interno di un parco che appartiene al Consorzio Villa Reale, mentre il Gran Premio è un’altra entità. Il 4 agosto, il Consorzio, l’Automobile Club d’Italia e la SIAS hanno sottoscritto un accordo che estende la concessione fino al 2044. Questo significa che l’Autodromo non è più proprietà del Consorzio, ma è in affitto all’Automobile Club d’Italia, che gestisce il Gran Premio. L’accordo non è solo una data spostata in avanti, ma include impegni precisi: 12 milioni di euro di interventi entro la fine del 2029, destinati alla riqualificazione degli edifici di servizio, all’ampliamento della tribuna centrale e al recupero dei vecchi garage.

La firma del 4 agosto non è un premio per il presente, ma una cambiale sul futuro. La Formula 1 valuta i circuiti su parametri concreti: capienza, servizi, hospitality, infrastrutture per i media, tempi di deflusso del pubblico. La vittoria di Kimi Antonelli a Monza, il 4 agosto, ha suscitato entusiasmo in Italia, ma non è sufficiente a garantire il futuro del circuito.

Monza non si ferma, ma si trasforma

Nonostante i lavori, l’autodromo non si ferma per un anno. “L’autodromo non si ferma per un anno, tanto è vero che adesso abbiamo comunque altre gare da qui a fine stagione”, ha detto Andrea Cremonesi, capo ufficio stampa dell’autodromo. Il finale di stagione è denso: dal 24 al 27 settembre l’International GT Open, il 9-11 ottobre il secondo ACI Racing Weekend, dal 22 al 25 ottobre le Lamborghini World Finals con la Gran Finale del Super Trofeo, e infine, dal 6 all’8 novembre, la 6 Ore di Monza che chiude il FIA World Endurance Championship e assegna i titoli Hypercar e LMGT3. Dopo queste gare, il paddock diventerà un cantiere.

Fra dodici mesi, sapremo se Monza ha davvero comprato il suo futuro o se ha solo guadagnato tempo. L’autodromo si prepara al futuro, con un piano di investimenti che potrebbe riconfermare il circuito come uno dei più importanti del mondo. La strada è lunga, ma Monza ha già fatto un passo importante: ha esteso la concessione fino al 2044 e ha iniziato a costruire il futuro.

Il piano di investimenti prevede 41,2 milioni di euro per tre interventi che ridisegneranno la spina dorsale dell’impianto. Il primo è la nuova sala stampa, che sorgerà nell’area oggi occupata dalla vecchia Direzione Autodromo e offrirà oltre 400 postazioni di lavoro con un’area relax per gli operatori dei media. Il secondo è la copertura permanente della terrazza del Paddock Building, che diventerà utilizzabile tutto l’anno e con qualsiasi meteo. Il terzo è la nuova Direzione Gara, circa 600 metri quadrati affacciati sulla pit lane, destinata agli ufficiali di gara. “Dovremo realizzare, all’altezza dell’attuale centro medico, che resterà al suo posto, il nuovo edificio che ospiterà la Direzione Gara”, ha spiegato Cremonesi.