Farmacie marchigiane diventano presidio di prossimità: firmato accordo dopo vent’anni

Nuovo accordo tra regione e farmacie per telemedicina, vaccinazioni e screening. Servizi più vicini ai cittadini.

Farmacie marchigiane offrono servizi sanitari direttamente al cittadino, con nuove prestazioni e supporto per aree rurali
Farmacie marchigiane offrono servizi sanitari direttamente al cittadino, con nuove prestazioni e supporto per aree rurali

Le farmacie marchigiane diventano presidio di prossimità grazie a un accordo approvato dalla Giunta regionale, dopo vent’anni di attesa. L’intesa, siglata con Federfarma e Assofarm, estende le prestazioni sanitarie direttamente in farmacia, con nuove opportunità per telemedicina, vaccinazioni e screening oncologico. L’obiettivo è avvicinare i servizi ai cittadini, soprattutto in comuni piccoli, riducendo gli spostamenti e la pressione sugli ospedali.

Un passo avanti per la sanità territoriale

Il nuovo Accordo integrativo regionale con le farmacie convenzionate prevede prestazioni come elettrocardiogramma, holter e spirometria, nonché la prenotazione al CUP e il ritiro dei referti. Per la prima volta, il test per lo screening del colon-retto potrà essere ritirato e riconsegnato direttamente in farmacia, semplificando un processo spesso ostacolato da lunghe distanze. Questa novità è particolarmente importante, poiché il tasso di adesione al programma è stato tradizionalmente basso.

La prevenzione oncologica si avvicina ai cittadini

Un altro aspetto chiave dell’accordo riguarda l’introduzione di nuove vaccinazioni, tra cui quelle contro il papillomavirus (HPV), l’herpes zoster e il pneumococco. Queste somministrazioni diventano prestazioni strutturali, ampliando l’offerta di prevenzione sul territorio. Inoltre, il provvedimento include un fondo regionale di solidarietà per le farmacie rurali, con fatturato convenzionato inferiore a 300 mila euro, al fine di sostenere i presidi più fragili.

Un modello replicabile a livello nazionale

Le Marche si uniscono a altre regioni che hanno già adottato modelli simili per rendere le farmacie un vero e proprio front office del Servizio sanitario. L’obiettivo è decongestionare gli ospedali e portare prestazioni e prevenzione più vicino ai cittadini, soprattutto nei centri minori. L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha sottolineato come l’intesa ampli ulteriormente le vaccinazioni disponibili in farmacia e introduca un passaggio importante sul fronte della prevenzione oncologica. Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha ricordato che le Marche sono state tra le prime realtà a credere nel modello della “Farmacia dei servizi”, un approccio che ha dimostrato risultati positivi. L’accordo rappresenta un ulteriore passo avanti verso una rete capace di offrire prestazioni, prevenzione e telemedicina sempre più vicino ai cittadini, riducendo gli spostamenti e la pressione sugli ospedali. L’esperienza è in linea con un trend nazionale, con altre regioni che hanno già adottato misure simili per migliorare l’accesso ai servizi sanitari.

Il provvedimento conferma e uniforma su tutto il territorio regionale una serie di prestazioni già attive, come le prenotazioni CUP, il pagamento delle prestazioni sanitarie e il ritiro dei referti, oltre ai servizi di telemedicina — elettrocardiogramma, holter cardiaco e spirometria — e alle attività svolte da infermieri e fisioterapisti. L’intesa, siglata con Federfarma Marche e Confservizi Assofarm Marche, coinvolge una rete di oltre 500 farmacie distribuite su tutto il territorio marchigiano, che per moltissimi cittadini restano il presidio sanitario più vicino a casa. La novità sullo screening oncologico è il punto più innovativo dell’accordo: il kit per lo screening del tumore del colon-retto potrà essere ritirato in farmacia e, una volta raccolto il campione, riconsegnato nello stesso presidio, senza dover passare da altri sportelli. Una semplificazione pensata per incoraggiare più cittadini a sottoporsi al test. L’obiettivo è rendere più accessibili i servizi sanitari, soprattutto in aree rurali, dove la rete è spesso più sottile.