L’ex detenuto rivela accuse contro Gozi, i difensori di Logli cercano nuove prove

Difensori di Antonio Logli cercano nuove prove con dichiarazioni di ex detenuti.

Un ex detenuto ha rivelato di aver ricevuto confidenze da Loris Gozi, accusandolo di aver reso falsa testimonianza contro Antonio Logli, in carcere dal 2019 per omicidio e distruzione di cadavere. L’uomo, che ha inviato una lettera ai legali di Logli, ha spiegato di aver conosciuto Gozi al Don Bosco, durante il periodo in cui era in carcere per furto. Le dichiarazioni, se confermate, potrebbero aprire una nuova fase del processo e mettere in discussione la validità delle testimonianze già presentate. L’avvocato Andrea Vernazza, insieme alla criminologa Anna Vagli, sta valutando se includere le dichiarazioni dell’ex detenuto nell’istanza di revisione del processo. Al momento, però, le accuse di Gozi vengono smentite da lui stesso, che non ha confermato le affermazioni dell’uomo. Inoltre, i difensori stanno esaminando anche le dichiarazioni di un secondo detenuto, che potrebbe fornire ulteriori elementi per ribaltare la storia giudiziaria.

Le dichiarazioni dell’ex detenuto e il contesto del carcere

L’ex detenuto, che ha scontato una condanna definitiva per furto e ha svolto funzioni di servizio al Don Bosco, ha raccontato di aver conosciuto Gozi durante il periodo in cui era in carcere nel 2016. Secondo le sue parole, Gozi gli avrebbe confidato di aver reso falsa testimonianza incastrando ingiustamente Logli. L’uomo, che ora vive ai domiciliari, ha inviato una lettera ai legali di Logli per denunciare quanto appreso. Tuttavia, Gozi ha smentito le accuse, affermando che le dichiarazioni dell’ex detenuto non sono attendibili. L’ambiguità delle testimonianze ha reso complessa la situazione, con i difensori che cercano di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni in base a nuovi elementi. L’esperienza del detenuto al Don Bosco, dove ha svolto compiti di servizio, potrebbe fornire ulteriori informazioni sul contesto in cui si sono sviluppate le conversazioni con Gozi.

Le dichiarazioni dell’ex detenuto potrebbero rappresentare un elemento chiave per la revisione del processo. L’uomo ha spiegato di aver conosciuto Gozi durante il periodo in cui era in carcere e di aver raccolto le sue confidenze, che vengono smentite da lui stesso. L’ambiguità delle testimonianze ha reso complessa la situazione, con i difensori che cercano di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni in base a nuovi elementi. L’esperienza del detenuto al Don Bosco, dove ha svolto compiti di servizio, potrebbe fornire ulteriori informazioni sul contesto in cui si sono sviluppate le conversazioni con Gozi.

Un secondo detenuto e la valutazione delle dichiarazioni

Oltre alle dichiarazioni dell’ex detenuto, i difensori di Logli stanno esaminando anche quelle di un secondo detenuto, il cui racconto è ancora al vaglio. Questa seconda testimonianza potrebbe rappresentare un ulteriore elemento per la revisione del processo. L’avvocato Andrea Vernazza e la criminologa Anna Vagli stanno valutando se includere le dichiarazioni nell’istanza di revisione, in base alla loro attendibilità e rilevanza. Se confermate, le dichiarazioni potrebbero aprire nuove linee di indagine e mettere in discussione la validità delle prove già presentate. Tuttavia, la situazione resta complessa, con le dichiarazioni di Gozi che vengono smentite e le prove che devono essere verificate con attenzione.

La situazione potrebbe evolversi in una “guerra” tra testimoni, con conseguenze significative per il caso di Logli. L’avvocato Andrea Vernazza, supportato dalla criminologa Anna Vagli, sta cercando di ribaltare la storia giudiziaria, chiedendo alla corte di Appello di Genova di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Gozi. Se le nuove testimonianze saranno ritenute attendibili, potrebbero portare a una revisione del processo e a una possibile riapertura del caso. La situazione rimane in sospeso, con i difensori che cercano di costruire un caso solido per scagionare definitivamente Antonio Logli.