Ducati Hypermotard 1100S diventa una concept estrema: la Raptor di Marc Wilmington

Una special realizzata a mano da un appassionato, la Ducati Hypermotard 1100S Raptor si trasforma in una concept estrema.

Una moto di serie completamente ridisegnata, con carrozzeria artigianale e design futurista, mostra l'abilità di un appassionato
Una moto di serie completamente ridisegnata, con carrozzeria artigianale e design futurista, mostra l’abilità di un appassionato

La Ducati Hypermotard 1100S, un modello iconico del 2009, si trasforma in una concept estrema grazie all’abilità di Marc Wilmington, un appassionato britannico con oltre trenta anni di esperienza nel mondo delle motocicli. La versione personalizzata, battezzata Raptor, è un esempio di specializzazione estrema, realizzata con una combinazione di artigianato e innovazione. La moto, che pesa solo 172 kg, è il risultato di centinaia di ore di lavoro e di un progetto che mira a creare una concept che difficilmente supererebbe indenne le riunioni di un grande costruttore.

Un progetto che parte da zero

Wilmington ha scelto la Hypermotard 1100S come base non per caso. Il modello, lanciato nel 2007, è noto per la sua posizione di guida e l’atteggiamento da supermotard abbinati a un bicilindrico Ducati raffreddato ad aria. Questa caratteristica è diventata fondamentale anche per il progetto Raptor. L’assenza di radiatori per il liquido, ventole e relative tubazioni ha permesso di mantenere la moto stretta e visivamente pulita. Il lavoro ha iniziato con una Hypermotard 1100S del 2009, ma l’intenzione non era conservarne l’aspetto originale. L’obiettivo era creare una moto bassa, affilata e aggressiva, senza utilizzare disegni preliminari, progettazione CAD o stampa 3D.

Carrozzeria artigianale e design estremo

Una delle caratteristiche più significative della Raptor è la carrozzeria realizzata in vetroresina, costruita direttamente da Wilmington, che ha un’esperienza limitata con questo materiale. La costruzione ha richiesto un paio di centinaia di ore e ha radicalmente cambiato le proporzioni della Hypermotard. Le forme morbide sono state sostituite da superfici tese e spigoli marcati, mentre la colorazione nero satinato enfatizza l’impostazione quasi futuristica. Un elemento distintivo è l’inserto in alluminio spazzolato integrato nella vetroresina, che serve a mettere in evidenza il radiatore dell’olio SC Project.

Il frontale è stato progettato con piccoli gruppi ottici che ricordano gli occhi di un rapace, da cui deriva il nome Raptor. Non si tratta di un semplice esercizio estetico basato sulla sostituzione di componenti, ma di una vera e propria special, con un’impostazione aggressiva e un design che sembra appartenere a una concept. La struttura della moto è stata modificata per consentire alle nuove forme di funzionare come un insieme, mantenendo la coerenza del progetto.

Dettagli tecnici e funzionalità

Il motore non è stato trasformato con la stessa radicalità riservata a ciclistica e carrozzeria. La Raptor mantiene il carattere del grande bicilindrico Ducati raffreddato ad aria, mentre la centralina è stata modificata. Il peso, dichiarato da Wilmington a 172 kg in ordine di marcia, è una delle caratteristiche che hanno reso particolare la prima Hypermotard. Abbinare una massa contenuta alla coppia del bicilindrico 1.078 cc significa conservare proprio una delle caratteristiche che hanno reso particolare la prima Hypermotard: tanta risposta ai bassi e medi regimi senza dover inseguire potenze da superbike.

Il serbatoio arriva da un’altra Ducati, la 848, e si integra perfettamente con l’airbox aperto pesantemente modificato, nel quale è stata ricavata anche la posizione per la centralina elettronica. Gli spazi, come prevedibile su una special così compatta, sono ridottissimi. Una soluzione decisamente meno comune è l’assenza degli specchietti retrovisori, sostituiti da una videocamera posteriore che invia le immagini a un piccolo display sistemato dietro la carenatura, che può funzionare anche come navigatore. Questa scelta moderna è inserita su una base meccanica volutamente analogica.