L’Esaltazione della Croce a Enna: un simbolo di redenzione e compassione
A Enna si celebra l’Esaltazione della Croce con un messaggio di redenzione e sensibilità verso i disabili.
La città di Enna ha celebrato il 17 settembre 2026 la solennità dell’Esaltazione della Croce, evento che si svolge nel Santuario dedicato al Santissimo Crocifisso in contrada Papardura. La festa, un momento di profonda spiritualità e riflessione, ha visto la partecipazione del vescovo mons. Rosario Gisana, che ha presieduto la messa e impartito la benedizione con la reliquia della Santa Croce. L’evento ha visto il coinvolgimento di figure chiave della comunità, tra cui l’ex depositario Santo Calzetta e l’ex presidente Francesco Petralia, i quali hanno contribuito al restauro del complesso monumentale e della Via Crucis.
La croce come simbolo di redenzione
La celebrazione ha visto un’importante riflessione teologica, con il vescovo che ha sottolineato l’imbarazzo che si prova quando si parla della croce, a causa della sofferenza che essa rappresenta. Tuttavia, la liturgia invita a parlare della croce come simbolo di redenzione. Il vescovo ha spiegato come lo stesso serpente che mordeva gli israeliti nel deserto diventi motivo di guarigione, un paradosso che ha suscitato interesse tra i fedeli. La croce non è solo un simbolo di sofferenza, ma anche di salvezza. Il vescovo ha ricordato che Gesù, come il serpente, ha caricato su di sé il male per liberare l’umanità.
Un’esperienza di compassione e inclusione
La festa ha colpito anche per la sensibilità verso i disabili, con un particolare momento di attenzione rivolto a chi ha bisogno di supporto. Un episodio particolarmente significativo è stato il gesto di Filippo Valvo, scomparso il 17 marzo scorso, che ha aiutato un amico disabile a entrare nel santuario, pur non essendo più depositario. La sua gentilezza ha lasciato un’impronta profonda, tanto che chi scrive ha dichiarato di averlo conosciuto meglio dopo quel momento. La sensibilità di Filippo Valvo ha reso la festa un momento di condivisione e di umiltà.
La deputazione dei Massari, rappresentata da Paolo Savoca e Gaetano Cammarata, ha lavorato per rendere la festa più accessibile e attuale, organizzando manifestazioni culturali e spettacoli. La sensibilità verso i disabili ha trovato spazio anche nella celebrazione, con un’attenzione particolare alle esigenze di chi ha bisogno di supporto. La festa ha dimostrato come la croce non sia solo un simbolo religioso, ma anche un’occasione per condividere l’amore e la compassione.
Prima della benedizione, padre Lo Presti ha ringraziato ancora una volta la deputazione, sottolineando come il Calvario abbia riacquistato dignità e bellezza, con pellegrini che arrivano da tutta la provincia e matrimoni che si celebrano nel santuario. Il vescovo ha concluso la celebrazione con un messaggio di speranza, auspicando che il Golgota possa diventare la sintesi di tutti i momenti di sofferenza e redenzione che viviamo. La croce è anche la rivelazione di un grande amore. Il vescovo ha ricordato che sarebbe bello se riuscissimo a scambiarci amore senza ipocrisia. La festa dell’Esaltazione della Croce a Enna è quindi un momento di riflessione, di compassione e di speranza, che ha unito fedeli, amministratori e cittadini in un’esperienza comune di fede e solidarietà.
