Ghiacciai in fiamme, Alpi in crisi. I dati sconvolgono il clima italiano
Ghiacciai in fiamme, Alpi in crisi. Dati sconvolgono il clima italiano.

Le Alpi si stanno trasformando in un paesaggio inesistente. I ghiacciai, una delle colonne portanti del paesaggio alpino, si stanno sciogliendo a ritmo record, con crepacci inaspettati, frane e una neve che si riduce sempre di più. Il caldo estremo, che ha visto temperature stabilmente sopra i 35 gradi in pianura, ha accelerato il processo di fusione, con conseguenze devastanti per l’ambiente e per le attività turistiche. Sulle montagne, il quadro è drammatico: i ghiacciai si stanno riducendo in modo inesorabile, con dati che segnalano un aumento del 148% della fusione rispetto agli ultimi 20 anni, a partire dal ghiacciaio del Rutor in Valle d’Aosta.
Un ritiro senza precedenti
Sul versante svizzero del massiccio del Bernina, il ghiaccio si è ritirato come non era mai accaduto prima, aprendo voragini di grandi dimensioni. Sul versante italiano, il gestore del mitico rifugio ‘Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca’, a 3609 metri, ha dovuto abbassare la serranda, poiché la neve non tiene più per il caldo e i passaggi obbligati per salire diventano troppo rischiosi. L’assenza di neve ha reso i percorsi escursionistici più pericolosi, con un aumento della presenza di escursionisti, ma anche di rischi.
Le frane si stanno moltiplicando a causa dello scioglimento del ghiaccio e del permafrost, che agisce come collante della roccia. A Monte Cervino, si sono staccate frane e cascate d’acqua, con alcuni percorsi di risalita chiusi o sconsigliati. Sull’Ortles, si è staccata una fetta di parete, mentre sul Bianco si è registrato lo zero termico a oltre 4 mila 500 metri, con alcuni casi che hanno raggiunto i 5 mila. Il disastro climatico ha reso i ghiacciai italiani una priorità di salvaguardia.
Temperature in aumento, ghiacciai in pericolo
Secondo il Comitato glaciologico sulle montagne italiane, le temperature medie sono aumentate di circa 2 °C rispetto alla metà dell’Ottocento, un valore che supera di oltre il doppio la media del riscaldamento globale. Questo incremento ha portato a un disastro climatico che mina la sopravvivenza dei ghiacciai. A Zermatt, Federica Brignone, campionessa che difende l’ambiente, ha dovuto rinunciare agli allenamenti a causa delle condizioni estreme. Sulla Marmolada, il bianco lascia spazio a macchie scure, mentre sul Monte Rosa il ghiacciaio del Flua, che nel 1800 era grande come 100 campi da calcio, è praticamente scomparso.
Le rilevazioni dell’Arpa della Valle d’Aosta sul ghiacciaio del Rutor segnalano che la fusione è cresciuta del 148% rispetto agli ultimi 20 anni. La pressione climatica alpina non è solo un problema d’alta quota che costringe a rivedere scalate, trekking e percorsi, ma si ripercuote anche sulle risorse idriche delle valli e sulle economie locali. Il mondo scientifico tiene sotto controllo la situazione da anni, ma non esiste una ricetta immediata per rimediare. Legambiente, attraverso l’iniziativa Carovana dei ghiacciai, lancia una campagna internazionale per lo studio e la tutela dei ghiacciai alpini, giunta alla sua settima edizione. La campagna si svolgerà fino al 3 settembre, con tappe in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, aperta anche ai volontari. L’obiettivo è acquisire dati e promuovere nuove azioni per il futuro delle Alpi.
